Sardegna, 12 milioni di euro per valorizzare il patrimonio boschivo nelle aree più vulnerabili

Investimenti per la protezione ambientale, la creazione di posti di lavoro e la valorizzazione dei territori più fragili.

La Giunta regionale della Sardegna, su proposta dell’assessora alla Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, ha approvato il programma 2025 per la ripartizione delle risorse destinate a incentivare, manutenere e valorizzare il patrimonio boschivo nelle aree della regione a maggiore criticità ambientale, economica e sociale. L’intervento prevede un stanziamento complessivo di 12 milioni di euro, che saranno destinati a 185 Comuni che affrontano gravi problematiche legate alla deindustrializzazione, alle miniere e cave dismesse, agli impianti a fonti fossili e inceneritori, e alla perdita di occupazione nel settore della forestazione.

Un intervento strutturale e sostenibile
L’assessora Rosanna Laconi ha sottolineato che il programma non solo tutela l’ambiente, ma offre anche opportunità di lavoro nelle comunità più fragili della Sardegna. “Investire nei boschi significa tutelare il territorio, prevenire gli incendi, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e creare nuove occasioni di lavoro“, ha affermato Laconi, evidenziando come questa iniziativa risponda alle esigenze di giustizia territoriale e di sviluppo sostenibile.

Criteri di assegnazione trasparenti e misure specifiche
I fondi saranno distribuiti seguendo criteri trasparenti e oggettivi, considerando la popolazione, l’estensione territoriale, la tipologia e severità delle criticità ambientali, e la perdita occupazionale nel settore forestale. I Comuni beneficiari potranno utilizzare i fondi per una vasta gamma di interventi, tra cui:

  • Interventi selvicolturali.

  • Opere fitosanitarie.

  • Ingegneria naturalistica leggera.

  • Prevenzione incendi.

  • Sistemazioni idraulico-forestali.

Sostegno alla rigenerazione e creazione di occupazione
L’assessora Laconi ha anche sottolineato l’importanza di questo programma per il rilancio dei territori che hanno pagato il prezzo più alto della crisi industriale e dell’abbandono. “Aiutiamo queste aree a rigenerarsi, trasformandole in presidi di tutela ambientale, sviluppo sostenibile e nuova occupazione“, ha aggiunto Laconi.

Erogazione e obblighi per i Comuni
Le risorse saranno erogate in un’unica soluzione, con l’obbligo per i Comuni di avviare i lavori entro 12 mesi e di rendicontare i lavori entro 18 mesi. Oltre il 70% delle risorse dovrà essere destinato all’occupazione diretta. I Comuni potranno avvalersi di operatori economici iscritti all’Albo regionale delle imprese forestali, e il personale potrà essere reclutato attraverso ASPAL, con il supporto tecnico gratuito fornito dall’Agenzia Forestas.

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