L’estate 2025 sta mettendo sotto pressione gli aeroporti sardi, con ritardi che si accumulano e passeggeri spesso costretti ad attese estenuanti. La situazione più critica si registra a Olbia, dove il 67% dei voli è partito in ritardo negli ultimi giorni, con un picco del 70% raggiunto domenica scorsa. Un dato che evidenzia le difficoltà operative dello scalo gallurese, diventato punto nevralgico del traffico turistico nazionale e internazionale.
Con collegamenti per Londra, Oslo, Nizza, Roma, Parma, Bergamo, Parigi, Napoli e Manchester, l’aeroporto Costa Smeralda è sottoposto a un incremento vertiginoso dei passeggeri durante la stagione estiva, con un flusso quasi dieci volte superiore rispetto ai mesi invernali. In questo contesto, anche un piccolo disguido operativo può generare effetti a catena, provocando lunghe attese ai gate e disagi generalizzati.
Il fenomeno non è però limitato a Olbia. Anche Cagliari registra numeri preoccupanti, con il 59% delle partenze in ritardo rilevate durante l’ultimo weekend. Lo scalo di Elmas sta infatti vivendo una crescita costante nel volume di traffico aereo, dovuta sia all’aumento delle tratte stagionali che al ritorno massiccio dei turisti nel sud Sardegna.
Migliore, ma comunque critica, la situazione ad Alghero, dove i dati oscillano tra il 35% e il 40% di voli fuori orario. Si tratta comunque di una performance più contenuta rispetto agli altri scali sardi, ma che evidenzia le difficoltà di gestione anche nel nord-ovest dell’isola.
Secondo le stime della Regione Sardegna, il 2025 potrebbe chiudersi con 20 milioni di presenze turistiche, un traguardo che, se da un lato segnala un’ottima ripresa del settore, dall’altro impone riflessioni urgenti sulla capacità infrastrutturale e logistica dei principali snodi aeroportuali. La saturazione degli scali è un problema noto, ma quest’anno sta raggiungendo livelli record.
Il monitoraggio di Flightradar24.com conferma quotidianamente il trend negativo, rendendo evidente come l’intero sistema aeroportuale dell’Isola sia vicino al limite operativo. Il rischio concreto è che l’attuale impennata nei flussi di passeggeri si trasformi in un boomerang per l’immagine turistica della Sardegna, a causa dei disservizi e dei ritardi.
A peggiorare la situazione contribuiscono anche fattori esterni: picchi di traffico continentale, condizioni meteo instabili e turnazioni del personale non sempre calibrate sull’aumento estivo. Il risultato è un’esperienza di viaggio spesso inferiore alle aspettative di chi sceglie la Sardegna come meta per le vacanze.