Lesioni colpose e commercio di sostanze alimentari nocive sono le ipotesi di reato formulate dal sostituto procuratore Giangiacomo Pilia, che indaga sui casi di intossicazione da botulino, nei confronti dell’organizzatore della Fiesta Latina dove hanno consumato cibo le 11 persone finite in ospedale. In particolare la salsa guacamole che avrebbe causato l’intossicazione che ha portato alle intossicazioni, tra cui quelle gravissime a un bambino di 11 anni e una donna di 38 anni, che sono in terapia intensiva, il primo al Gemelli di Roma e la seconda al Brotzu di Cagliari.
L’organizzatore dell’evento è anche il gestore del chiosco dove veniva servito cibo messicano. Si tratta al momento dell’unico indagato. L’iscrizione nel registro degli indagati si è resa necessaria per effettuare gli accertamenti sui cibi sequestrati dalle autorità sanitarie.
Tutte le persone che hanno accusato malori ed i sintomi tipici dell’intossicazione da botulino (dolori addominali e forme di paresi facciali) avevano consumato cibi in quel chiosco durante i tre giorni della “Fiesta Latina” che si è svolta a Monserrato, prima che la carovana si spostasse altrove.
I casi di intossicazione da botulino sono stati accertati. Ciò che deve essere invece verificato è se la tossina velenosa sia arrivata dalla salsa guacamole, di cui sono state sequestrate dal Nas tutte e confezioni presenti nel chiosco.
Una vicenda che ha scatenato polemiche che hanno coinvolto anche l’amministrazione comunale, che aveva concesso il gratuito patrocinio alla manifestazione “Fiesta Latina”.