Il Comune di Cagliari dovrà versare oltre 580mila euro, più interessi, al Consorzio nazionale cooperativa di produzione e lavoro “Ciro Menotti” per la rescissione unilaterale dell’appalto relativo alla realizzazione del parcheggio interrato in via Roma. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Cagliari, con una sentenza appena depositata che ha riformato la decisione del Tribunale di primo grado, favorevole all’Amministrazione.
La controversia riguarda il progetto del parcheggio sotterraneo nell’area portuale di via Roma, mai realizzato e successivamente accantonato in favore del nuovo viale pedonale progettato dall’architetto Stefano Boeri. Secondo i giudici d’appello, la rescissione operata dal Comune nei confronti del Consorzio vincitore dell’appalto è stata ingiustificata e unilaterale, comportando un danno economico rilevante per l’impresa.
L’importo riconosciuto ammonta a 582.734 euro, cifra che dovrà essere maggiorata dagli interessi legali a partire dal 18 aprile 2018, data in cui è stata avviata l’azione risarcitoria. Una somma che, a conti fatti, potrebbe superare il milione di euro, aggravando ulteriormente l’impatto finanziario sul bilancio dell’Ente locale.
La sentenza capovolge l’esito del primo grado di giudizio, che aveva escluso responsabilità da parte del Comune nella risoluzione del contratto. Ma per i giudici della Corte d’Appello, l’interruzione del progetto non è stata supportata da motivazioni sufficienti, e ha provocato un danno ingiustificato alle imprese affidatarie.
Il progetto originario del parcheggio interrato, destinato a risolvere le criticità legate alla sosta nel centro cittadino, era stato assegnato al Consorzio “Ciro Menotti” attraverso una regolare gara d’appalto. L’opera, però, non vide mai l’avvio concreto dei lavori, complice anche il cambio di visione urbanistica che ha portato all’attuale riqualificazione di via Roma in chiave pedonale, con l’intervento dell’archistar Stefano Boeri.
Resta ora da capire come l’amministrazione comunale intenderà muoversi, se presenterà ricorso in Cassazione o se procederà al pagamento, che rappresenterebbe uno dei più alti risarcimenti liquidati a seguito di una decisione tecnica e politica.
Il caso solleva interrogativi sull’impatto economico delle scelte urbanistiche e sulla gestione degli appalti pubblici, soprattutto in un contesto in cui la pianificazione delle opere e la loro esecuzione devono coniugarsi con la tutela degli interessi pubblici e la salvaguardia delle risorse comunali.