Tenta di introdurre droga nel carcere di Uta dopo un permesso: arrestato detenuto

Scoperto con 18 ovuli di hashish e cocaina al rientro in cella: l’operazione congiunta di Polizia di Stato e Penitenziaria

carcere

È stato arrestato un detenuto del carcere di Uta al rientro da un permesso premio, dopo essere stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti pronte per essere introdotte all’interno dell’istituto penitenziario. L’operazione è frutto di una collaborazione tra la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria, che da tempo monitoravano l’uomo, già ristretto per altri reati.

Al momento del suo rientro in carcere, il detenuto è stato sottoposto a un controllo radiogeno, che ha confermato i sospetti maturati nelle settimane precedenti. All’interno del suo corpo sono stati individuati 18 ovuli: contenevano circa 100 grammi di hashish e 200 grammi di cocaina. Lo stupefacente è stato immediatamente sequestrato, mentre per l’uomo è scattato un nuovo arresto in flagranza.

Le indagini sono partite dopo una segnalazione da parte del personale della Polizia Penitenziaria, che aveva ipotizzato un possibile tentativo di introduzione di droga in carcere durante i permessi premio. L’informazione è stata condivisa con la Squadra Mobile della Questura, che ha attivato servizi di sorveglianza nei confronti del detenuto anche all’esterno, rilevando frequentazioni con ambienti criminali legati allo spaccio.

L’operazione congiunta ha confermato l’esistenza di un canale illecito di approvvigionamento di droga destinata al mercato interno al carcere, con l’obiettivo di alimentare traffici tra detenuti. Il ruolo attivo della Polizia Penitenziaria è stato fondamentale, così come il coordinamento investigativo con la Polizia di Stato, che ha permesso di bloccare l’ingresso delle sostanze stupefacenti e interrompere una possibile rete di spaccio tra le mura dell’istituto.

Il detenuto è stato nuovamente denunciato per detenzione di droga ai fini di spaccio e ora rischia un aggravamento del suo regime detentivo, oltre alla revoca dei benefici penitenziari precedentemente concessi.

Le forze dell’ordine sottolineano l’importanza di questo tipo di interventi congiunti per contrastare l’ingresso di sostanze illecite nelle carceri e garantire condizioni di sicurezza e legalità all’interno delle strutture penitenziarie.

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