Olbia, morte di Gianpaolo Demartis: indagini aperte sulla morte dopo l’uso del taser

La Procura di Tempio avvia un'inchiesta per omicidio colposo dopo il decesso di Gianpaolo Demartis, colpito dal taser dai carabinieri. Autopsia fissata per il 21 agosto.

carabinieri

La Procura di Tempio Pausania ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo dopo la morte di Gianpaolo Demartis, il 57enne originario di Bultei, deceduto la notte tra sabato e domenica a Olbia dopo essere stato colpito dal taser dai Carabinieri. L’autopsia sul corpo della vittima è prevista per giovedì 21 agosto 2025.

Secondo le prime ricostruzioni, i carabinieri sono intervenuti dopo che alcuni cittadini avevano segnalato aggressioni da parte di un uomo in evidente stato di alterazione, probabilmente dovuto a alcol o sostanze stupefacenti. Demartis avrebbe importunato i passanti e si sarebbe introdotto in due abitazioni in via San Michele. Al momento dell’intervento, ha reagito con violenza e colpito uno dei militari al volto, costringendo gli altri a usare il taser per immobilizzarlo.

Dopo essere stato colpito dal taser, Demartis si è accasciato a terra e, nonostante i tentativi di rianimazione da parte del personale sanitario, è morto per arresto cardiaco durante il trasporto in ambulanza. La vittima aveva precedenti penali ed era in affidamento in prova, e secondo i familiari soffriva di cardiopatia.

Il caso ha sollevato un acceso dibattito sull’uso del taser, con la Garante dei detenuti della Sardegna, Irene Testa, che ha definito l’arma “strumento di tortura legalizzata”, scatenando una reazione del parlamentare leghista Dario Giagoni, che ha difeso l’operato dei carabinieri. Anche il vicepremier Matteo Salvini ha espresso solidarietà, difendendo l’operato dei militari e ribadendo che hanno agito nel rispetto delle procedure operative.

Il Sindacato Indipendente dei Carabinieri (SIC) ha dichiarato che fornirà assistenza legale ai due carabinieri indagati, il capo pattuglia e il militare che ha usato il taser. Secondo il SIC, i militari si sono attenuti alle procedure operative previste per l’uso del taser in situazioni di alterazione psicofisica grave. Il segretario del SIC, Luigi Pettineo, ha confermato che la tutela legale prevista dal pacchetto sicurezza del governo Meloni sarà attivata per proteggere i diritti dei carabinieri coinvolti.

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