È stato proclamato lo stato di agitazione del personale sanitario della Asl di Oristano. La decisione arriva dal sindacato Nursing Up, che ha chiesto l’intervento del prefetto per avviare la procedura di raffreddamento ed evitare lo sciopero.
La contestazione riguarda la gestione del fondo regionale destinato alle aree disagiate, pari complessivamente a 544.972,38 euro. Secondo il sindacato, con l’accordo decentrato firmato il 24 giugno 2025, la direzione aziendale avrebbe assegnato 463.226,52 euro alla sola dirigenza medica, lasciando appena 81.745,86 euro – poco più del 15% – al resto del comparto sanità.
Il Nursing Up denuncia che la scelta sia stata compiuta escludendo inizialmente le sigle sindacali del comparto, aprendo il confronto con esse soltanto a decisione già presa. Una condotta definita “pregiudizievole” e “ingiusta” nei confronti di infermieri, ostetriche e altri professionisti sanitari, che rappresentano l’ossatura del sistema sanitario locale ma continuano a lavorare in condizioni di forte criticità.
Il sindacato parla anche di mancato rispetto delle prerogative sindacali, sottolineando che le risorse economiche aggiuntive della Regione Sardegna avrebbero dovuto essere condivise e distribuite in maniera equa tra i diversi comparti.
La vicenda rischia ora di avere ripercussioni dirette sull’organizzazione dei servizi sanitari nel territorio oristanese. In assenza di un intervento del prefetto o di una revisione dell’accordo, non si esclude infatti la proclamazione di uno sciopero del personale infermieristico e ostetrico nelle prossime settimane.