Sequestrati oltre 150 kg di pesce senza tracciabilità a Cabras

Operazione della Guardia Costiera in due ristoranti: sanzioni e controlli a tutela della filiera ittica

Controlli serrati della Capitaneria di Porto di Oristano hanno portato alla luce una grave violazione delle norme sulla tracciabilità del prodotto ittico nel comune di Cabras. Nel corso di un’ispezione effettuata il 28 agosto, la Guardia Costiera ha scoperto 157 chilogrammi di pesce e molluschi privi di documentazione, conservati in maniera non conforme all’interno di un congelatore.

Ricciole, polpi, seppie e filetti di triglie, stipati in buste trasparenti e privi di ogni indicazione sulla provenienza, sono stati immediatamente sottoposti a sequestro. Il prodotto era destinato alla somministrazione presso un ristorante della zona, il cui titolare è stato sanzionato con un’ammenda amministrativa di 1.500 euro.

L’intervento rientra nell’ambito di un’attività di vigilanza più ampia condotta lungo tutta la filiera della pesca, con l’obiettivo di garantire sicurezza alimentare e tutela del consumatore. In particolare, le forze preposte al controllo intendono contrastare ogni forma di commercializzazione irregolare di prodotti ittici, spesso privi dei requisiti minimi richiesti dalla normativa vigente.

Non si tratta di un caso isolato. Nei giorni precedenti, sempre nel territorio di Cabras, la Guardia Costiera aveva eseguito un’altra operazione simile, sequestrando 18 chilogrammi di seppie sprovviste di certificazione. Anche in quel caso, il pesce risultava privo della documentazione necessaria a verificarne l’origine, elemento fondamentale per garantire la sicurezza della filiera e la trasparenza verso i consumatori.

Le verifiche si inseriscono in una strategia più ampia volta al rispetto delle norme comunitarie e nazionali che regolano la tracciabilità del pescato. Secondo la legislazione in vigore, ogni prodotto ittico commercializzato o somministrato al pubblico deve essere accompagnato da precise informazioni sulla provenienza, sul metodo di cattura e sulle condizioni di conservazione. L’assenza di tali dati non solo rappresenta una violazione amministrativa, ma mette a rischio la salute pubblica e mina la concorrenza leale tra operatori del settore.

La Capitaneria di Porto ha fatto sapere che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni, anche in altre località del litorale, per assicurare il rispetto delle regole e prevenire ulteriori illeciti. I ristoratori sono invitati a verificare con scrupolo la documentazione dei fornitori, pena sanzioni severe e la confisca dei prodotti.

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