Oristano, tre mesi di violenze e abusi: 38enne sotto accusa, scatta il braccialetto elettronico

La relazione, segnata da droga, botte e soprusi, si chiude con una denuncia e l’intervento del Tribunale

zuncheddu sentenza

Un periodo di convivenza breve ma drammatico, fatto di maltrattamenti, abusi sessuali, minacce e violenze fisiche, si è concluso con l’avvio di un procedimento penale a carico di un uomo di 38 anni, residente in un centro dell’hinterland. A denunciarlo è stata l’ex compagna, una giovane donna che, dopo tre mesi di soprusi, ha trovato il coraggio di uscire da quella spirale di violenza e raccontare tutto alle forze dell’ordine.

Il provvedimento del Tribunale non si è fatto attendere: per l’uomo è stato disposto il divieto di avvicinamento alla vittima, controllato tramite braccialetto elettronico. Martedì prossimo comparirà davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Le accuse a suo carico sono gravi: maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali.

La vicenda, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ha avuto inizio nel maggio scorso. I primi tempi della convivenza sembravano segnati da una parvenza di normalità, ma ben presto, complici l’alcol e l’uso di stupefacenti – consumati da entrambi, secondo quanto riferito dalla vittima – sono cominciate le liti, sempre più violente. Le discussioni degeneravano in insulti e percosse, fino a episodi di vero e proprio abuso fisico.

In più occasioni, l’uomo avrebbe obbligato la compagna ad assumere droga contro la sua volontà. Le aggressioni fisiche erano frequenti: tra i vari episodi documentati, la donna è stata colpita con calci alle gambe e in un’altra circostanza strattonata con forza per il collo, al punto da richiedere cure al pronto soccorso. Dopo quest’ultimo episodio, la giovane aveva già tentato di porre fine alla convivenza.

Ma il peggio doveva ancora arrivare. All’inizio di agosto, quando la donna era tornata nell’abitazione dell’ex per recuperare alcuni effetti personali, sarebbe stata chiusa in casa con la forza, privata del cellulare per impedirle di chiedere aiuto, e violentata. Solo il giorno seguente l’uomo le avrebbe permesso di uscire, momento in cui la vittima ha finalmente trovato la forza di denunciare tutto.

Ora spetterà alla magistratura fare piena luce sui fatti, mentre la giovane donna è stata già ascoltata dagli inquirenti e ha fornito una ricostruzione dettagliata delle violenze subite. La sua testimonianza rappresenta il fulcro dell’indagine e ha permesso di attivare rapidamente i provvedimenti cautelari nei confronti del 38enne, che sarà difeso dall’avvocato Paolo Firinu.

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