Solo il 2% degli istituti scolastici dell’isola è in regola con tutte le certificazioni di sicurezza. I lavori all’istituto Satta di Cagliari raccontano una criticità diffusa che coinvolge decine di plessi.
All’istituto Satta di Cagliari, fondato nel 1904, gli adeguamenti alle norme antincendio sono stati rinviati per anni. I cantieri hanno preso avvio soltanto lo scorso giugno e non si concluderanno prima della fine di ottobre. La conseguenza è stata lo spostamento dei bambini della scuola dell’infanzia in via Falzarego, mentre gli alunni della primaria continuano a frequentare le lezioni in presenza dei lavori in corso. Un quadro che non riguarda solo il capoluogo ma gran parte delle scuole sarde.
Secondo un’indagine pubblicata da Tuttoscuola, basata su dati del Ministero dell’Istruzione, in Sardegna solo due istituti su cento hanno ottenuto tutte le certificazioni di sicurezza previste dalla normativa. Si tratta di numeri che mettono in evidenza un’emergenza strutturale che interessa l’intera rete scolastica dell’isola.
Per sanare questa situazione, la Città metropolitana di Cagliari ha stanziato 87 milioni di euro destinati agli interventi su 50 scuole superiori distribuite nei 17 Comuni che, fino alla riforma del primo giugno, rientravano sotto la sua responsabilità. Una parte consistente delle risorse, circa 36,5 milioni, proviene dai fondi del Pnrr, ma si tratta di meno della metà della cifra complessiva necessaria.
Il tema è stato affrontato anche attraverso le parole della dirigente dell’istituto comprensivo Satta, Spano e De Amicis, e da Andrea Zucca, delegato ai lavori pubblici della Città metropolitana di Cagliari. Le loro testimonianze hanno sottolineato la difficoltà di conciliare l’attività didattica con la presenza dei cantieri e l’urgenza di garantire ambienti sicuri a studenti e insegnanti.
La vicenda dell’istituto Satta diventa così emblematica di un problema diffuso, dove ritardi, proroghe e fondi ancora insufficienti rallentano la messa in sicurezza di gran parte delle scuole sarde. Una criticità che resta aperta nonostante le ingenti risorse stanziate, e che richiede tempi certi e soluzioni concrete per adeguare gli edifici scolastici agli standard previsti dalla legge.