Un pacchetto di aiuti da oltre 17 milioni di euro è pronto per sostenere gli allevatori sardi colpiti dalla diffusione della dermatite nodulare contagiosa dei bovini. Lo ha annunciato l’assessore regionale dell’Agricoltura Gian Franco Satta, a margine dell’incontro del “Tavolo verde”, convocato per fare il punto sulle proposte tecniche relative agli indennizzi. Le misure sono state accolte con favore dalle associazioni professionali del settore, che hanno però sollecitato un’ulteriore riflessione sull’entità dell’indennizzo giornaliero per la mancata movimentazione degli animali.
Lo stanziamento complessivo è previsto dalla Legge Regionale 22/2025, per un totale di 18,2 milioni di euro, di cui 17,2 milioni saranno gestiti dall’Agricoltura tramite l’Agenzia Laore Sardegna, mentre 1 milione è destinato alle imprese del comparto macellazione e trasformazione, sotto la gestione dell’Assessorato dell’Industria.
L’assessore Satta ha anticipato che una delibera ufficiale per l’istituzione degli aiuti sarà presentata a breve alla Giunta regionale, dando così avvio alle procedure di indennizzo, concepite per essere snelle e tempestive. Ha inoltre ringraziato le associazioni per la collaborazione e la serietà dimostrata durante la gestione dell’emergenza, sottolineando il contributo decisivo dei Servizi veterinari nella lotta al virus e nell’obiettivo di riportare la Sardegna allo status di territorio indenne.
Le misure di sostegno economico previste si articolano in due principali casistiche:
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Aiuti alle aziende sede di focolaio e destinatarie di ordini di abbattimento forzoso. In questo caso, verranno erogati contributi in regime “de minimis” calcolati sulla base della produzione standard dei bovini allevati, dati che saranno acquisiti automaticamente dal fascicolo aziendale. Tali aiuti si aggiungono ai ristori a capo già previsti dal Sistema sanitario regionale, con l’obiettivo di garantire la continuità operativa delle imprese zootecniche.
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Indennizzi per i capi morti a causa della malattia prima dell’abbattimento, calcolati secondo il valore di riferimento Ismea, lo stesso utilizzato dalle ASL per le compensazioni degli animali abbattuti. A ciò si somma un ulteriore indennizzo per la mancata movimentazione degli animali dovuta alle misure sanitarie restrittive, con valutazione dei costi di gestione giornalieri sostenuti dagli allevatori.
Gli indennizzi per la mancata movimentazione riguarderanno in particolare i bovini di età tra i 6 e i 18 mesi, e tra i 2 e 4 mesi per gli allevamenti da latte, con un valore a capo calcolato su base giornaliera. Il primo periodo di riferimento sarà quello tra il 2 luglio e il 2 settembre 2025, e la concessione degli indennizzi sarà subordinata alla vaccinazione dei capi.
L’Agenzia Agris, che gestisce anche allevamenti propri, è stata incaricata di verificare i parametri economici di riferimento per valutare l’eventuale aggiornamento degli importi da proporre al Tavolo tecnico. Inoltre, in base ai dati finali del bilancio regionale 2025, potrà essere riconosciuto un ulteriore contributo per compensare le perdite di fatturato derivanti dal deprezzamento del valore di mercato dei capi.