Incidenti sul lavoro, gli ultimi dati nelle province della Sardegna

Il monitoraggio, elativo al mese di luglio, dell'Osservatorio Vega Engineering

incidenti lavoro
Sardegna in “zona arancione” per l’incidenza di morti sul lavoro. Una seconda fascia di gravità che l’isola condivide con Abruzzo, Liguria, Calabria e Veneto. Dati ancora più allarmanti nella “zona rossa”, che conta Basilicata, Umbria, Campania, Sicilia, Trentino-Alto Adige. E’ quanto rileva l’Osservatorio Vega Engineering, che pone in “zona gialla” Piemonte, Valle d’Aosta, Toscana, Marche, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Lombardia. Solo Lazio e Molise sono in zona bianca.

In Sardegna

In Sardegna è l’area di Cagliari ad avere l’incidenza più bassa di gravi incidenti, con una persona deceduta nel mese di luglio su 171.330 addetti. In “zona rossa” compaiono Sassari (5 decessi su 182.751 addetti), Oristano (2  su 55.258 addetti) e Nuoro (2 su 69.372 addetti).

I numeri di luglio

Sono state 607 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 437 in occasione di lavoro (3 in meno rispetto a luglio 2024) e 170 in itinere (33 in più rispetto a luglio 2024). Ancora alla Lombardia va la maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (64). Seguono: Campania (44), Veneto (43), Sicilia (36), Piemonte (33), Puglia (30), Emilia-Romagna, Lazio e Toscana (29), Liguria (13), Trentino-Alto Adige e Umbria (12), Abruzzo, Calabria, Marche e Sardegna (11), Basilicata (9), Friuli-Venezia Giulia (8), Molise e Valle d’Aosta (1). (Nel report allegato il numero delle morti in occasione di lavoro provincia per provincia).

Gli over 65 più colpiti

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (per milione di occupati). Nei primi sette mesi dell’anno, l’incidenza più elevata si registra nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (61,4) e in quella compresa tra i 55 e i 64 anni (29,1), seguita dalla fascia di lavoratori tra i 45 e i 54 anni (18,3). Numericamente la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (155 su un totale di 437).

Le donne

In totale sono 54 le donne decedute nei primi sette mesi (+ 14,9 rispetto al 2024). In 25 hanno perso la vita in occasione di lavoro, mentre 29 in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro.

Lavoratori stranieri

Sono 131 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 607; 93 sono deceduti in occasione di lavoro e 38 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro risulta essere più che doppio rispetto a quello per gli italiani. Infatti, gli stranieri registrano 37,0 morti ogni milione di occupati, contro i 16,1 italiani.

I settori

Alla fine di luglio 2025 il settore più colpito è quello delle Costruzioni, con 67 decessi in occasione di lavoro, seguito da Attività Manifatturiere (59), Trasporti e Magazzinaggio (57) e Commercio (42).

Infortuni

Le denunce di infortunio totali diminuiscono ancora, seppur di poco, rispetto a luglio 2024. Dalle 350.823 a fine luglio 2024 passiamo alle 349.444 di quest’anno (-0,4%). Anche alla fine dei primi sette mesi del 2025 il più elevato numero di denunce totali arriva dalle Attività Manifatturiere (41.109). Seguono: Costruzioni (21.921), Sanità (20.897), Commercio (19.125) e Trasporto e Magazzinaggio (18.952). Le denunce di infortunio delle lavoratrici a luglio 2025 sono state 125.508 (98.446 delle quali in occasione di lavoro), mentre sono 223.936 le denunce totali degli uomini (194.878 in occasione di lavoro). Le denunce dei lavoratori stranieri sono 73.505 su 349.444 (circa 1 su 5), mentre si registrano 61.832 denunce dei lavoratori stranieri in occasione di lavoro su un totale di 293.324 (ancora circa 1 su 5).
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