Oggi a Cagliari, nell’ambito del convegno nazionale promosso dal coordinamento Musei Archivi Biblioteche (MAB), l’Archivio dell’Opera della Primaziale Pisana sarà al centro di un intervento che ha messo in luce la sua straordinaria importanza storica e i progetti futuri per la sua valorizzazione. A presentare le novità è Manuel Rossi, responsabile dell’Ufficio Patrimonio Artistico e Archivio, che illustra le strategie per rendere fruibile un patrimonio tanto vasto quanto delicato, senza comprometterne la conservazione.
L’Opera della Primaziale Pisana, con una continuità istituzionale attestata almeno dal 1053, è uno degli enti pubblico-ecclesiastici più antichi al mondo ancora in attività. Nel corso di quasi un millennio ha prodotto una mole imponente di documenti: i più antichi sono custoditi dall’Archivio di Stato di Pisa, mentre negli edifici dell’Opera si conserva l’archivio corrente, che si estende per circa 750 metri lineari. Questo materiale è organizzato in tre grandi fondi: storico, fotografico e musicale.
Consultare queste carte significa accedere a una risorsa di eccezionale valore pubblico. Non si tratta soltanto della memoria dei restauri e dei cantieri della celebre Piazza dei Miracoli: gli atti, i registri e le corrispondenze raccontano storie di maestranze, di mestieri e di salari; rivelano la provenienza dei materiali, la circolazione di tecniche e conoscenze; descrivono l’organizzazione dei cantieri e la vita economica e sociale di epoche lontane. Il fondo musicale documenta non solo l’attività della Cappella Musicale, ma anche repertori e pratiche esecutive, mentre disegni, rilievi e fotografie tracciano l’evoluzione degli interventi di tutela su uno dei complessi monumentali più famosi del mondo.
Per proteggere e valorizzare un corpus così articolato, la conservazione si accompagna sempre più alla digitalizzazione e alla condivisione online. L’archivio, infatti, richiede un costante lavoro di prevenzione, restauri mirati e strategie di messa in sicurezza di supporti differenti: carte, planimetrie, disegni, partiture, fotografie su carta e vetro. La fruizione pubblica passa oggi da inventari digitali, banche dati e riproduzioni che proteggono gli originali e, al contempo, consentono l’accesso a studiosi, scuole e cittadini.
Due i progetti principali illustrati al convegno di Cagliari: la schedatura online di 9 mila documenti legati al Camposanto di Pisa, che renderà disponibili fonti preziose a un pubblico globale, e la digitalizzazione di oltre mille negativi ottocenteschi su lastre di vetro, patrimonio fragile che, grazie alle tecnologie, potrà essere studiato senza rischi per gli originali.
«L’Archivio è un servizio pubblico di conoscenza – ha sottolineato Rossi –. Il nostro impegno tiene insieme tutela e consultazione, perché conservare meglio significa anche far conoscere di più». Con questo spirito, l’Opera della Primaziale Pisana guarda al futuro intrecciando tradizione e innovazione, mettendo a disposizione della collettività un atlante documentario che dal Medioevo a oggi racconta l’intreccio tra beni culturali, tecniche, economie e società lungo i secoli.