La nuova continuità territoriale aerea da e per la Sardegna, in vigore dal 29 marzo 2026, riceve l’approvazione di Confindustria Sardegna, che plaude al lavoro dell’Assessorato regionale dei Trasporti e al decreto firmato lo scorso 9 settembre dal Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, ora in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.
Il nuovo modello, secondo quanto evidenziato dal direttore generale di Confindustria Sardegna, Andrea Porcu, rappresenta “una reale opportunità di miglioramento nei collegamenti da e per l’isola, a vantaggio di tutto il sistema produttivo sardo”, soprattutto se si confermerà l’attenzione agli aspetti tecnici e qualitativi del servizio.
Tra i punti più apprezzati, Confindustria sottolinea:
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L’aumento del numero di posti disponibili sulle rotte da/per la Sardegna;
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L’introduzione di 4 fasce orarie garantite, che consentiranno anche spostamenti andata/ritorno nella stessa giornata, un aspetto particolarmente strategico per chi viaggia per motivi professionali;
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L’estensione dei beneficiari delle tariffe agevolate, che includeranno i lavoratori non residenti, tutelando così le aziende che impiegano personale proveniente da altre regioni;
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L’incremento della disponibilità di posti nei mesi di alta stagione, da giugno a ottobre, che risponde in particolare alle esigenze del comparto turistico e ricettivo.
L’associazione degli industriali evidenzia inoltre la centralità dell’aumento delle risorse pubbliche destinate al servizio, che secondo quanto dichiarato permetterà una contemporanea riduzione delle tariffe aeree, un miglioramento dell’offerta e una più ampia platea di beneficiari.
Ma se il giudizio è complessivamente positivo, Porcu richiama l’attenzione su un ulteriore tassello necessario: “È fondamentale ora costruire un sistema di trasporti pubblici e privati che consenta anche ai residenti delle aree interne di accedere realmente ai benefici della continuità territoriale”, ha dichiarato, ricordando che la mobilità non riguarda solo gli spostamenti aerei, ma anche l’accessibilità alle infrastrutture.
Il nuovo assetto della continuità territoriale si preannuncia dunque una svolta attesa da anni, soprattutto per le imprese che operano su più territori e per un’isola che, pur godendo di una posizione strategica nel Mediterraneo, ha storicamente sofferto per la discontinuità dei collegamenti aerei. Confindustria, concludendo, esprime fiducia nel percorso avviato, ma chiede risposte concrete anche sul fronte della mobilità interna e dell’integrazione intermodale.