Degli oltre 620mila occupati in Sardegna, più di 70mila sono irregolari. La Cgia stima una percentuale di irregolarità del 11,4%. In una classifica negativa guidata dalla Calabria e che conta in tutta Italia quasi 2 milioni e mezzo di irregolari (per una media che sfiora il 10%).
Sono uomini e donne che lavorano completamente in nero o quasi; quando operano in qualità di subordinati non sono sottoposti ad alcun contratto nazionale di lavoro. Se, invece, lavorano in proprio, ovviamente non possiedono la partita Iva. In valore assoluto il numero più elevato è concentrato in Lombardia con 379.800 unità. Seguono i 319.400 residenti nel Lazio e i 270.200 abitanti della Campania.
Se, invece, calcoliamo il tasso di irregolarità, dato dal rapporto tra il numero di occupati irregolari e il totale degli occupati di ciascuna regione, in Calabria registriamo il tasso più elevato pari al 17,1%. Seguono la Campania con il 14,2%, la Sicilia con il 13,6% e la
Puglia con il 12,6%.