Il Rally di Sardegna del 2026 deve rimanere nell’isola, ma parallelamente è necessario considerare alternative valide per le edizioni successive. Lo afferma Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera, precisando che le decisioni sui luoghi delle gare spettano ai promotori del World Rally Championship (WRC) e hanno natura organizzativa e commerciale, non politica.
Secondo Deidda, alcune polemiche recenti rappresentano strumentalizzazioni di parte. Ricorda infatti che in passato il Rally si era svolto in altre località prima di approdare in Sardegna, senza che vi fossero implicazioni politiche. “Il Governo è neutrale, l’ACI è ancora commissariata e il parere sul presidente eletto deve essere votato dal Parlamento”, sottolinea il deputato.
Deidda ribadisce inoltre che eventuali spostamenti verso altre città, come Roma, sarebbero soggetti a decisioni organizzative dei promotori, e non a preferenze politiche locali. “Sarebbe come se noi avessimo rifiutato per non fare un torto a Sanremo”, spiega, evidenziando la necessità di distinguere tra scelte commerciali e politiche.
Infine, il parlamentare conferma la collaborazione con la Regione Sardegna e gli organizzatori per garantire lo svolgimento delle prossime manifestazioni sportive, come il Rally di Cagliari o la tappa del campionato europeo, rafforzando l’impegno a mantenere la Sardegna al centro della scena motoristica internazionale.