Si è chiusa ieri, con una serie di condanne e patteggiamenti, l’udienza preliminare del processo sul giro di doping scoperto nelle palestre di Cagliari e dell’hinterland. L’inchiesta, avviata dalla Procura e condotta dai carabinieri del Nas, aveva acceso i riflettori sulla diffusione di sostanze dopanti in diversi centri sportivi del capoluogo e in altre località come Assemini, Pula, Quartu, Iglesias e Domusdemaria. In totale erano stati richiesti 14 rinvii a giudizio.
Tra gli imputati, il 48enne Giuliano La Colla ha ricevuto la pena più alta: cinque anni e otto mesi di reclusione. A seguire, il 46enne sassarese Fabrizio Piroddu è stato condannato a un anno e nove mesi, mentre il 64enne Giovanni Corda, di Monserrato, ha patteggiato un anno e mezzo.
Matteo Mulleri, 37 anni di Quartucciu, ha concordato una pena di quattro anni, mentre il 53enne Pierluigi Frau di Carbonia sconterà un anno. Infine, il cagliaritano Simone Gastaldi, 41 anni, ha patteggiato una condanna a due anni e otto mesi.
La maxi indagine aveva documentato la circolazione e l’uso illecito di sostanze dopanti all’interno di più strutture sportive, con un sistema che, secondo gli inquirenti, garantiva un accesso facile e continuativo a prodotti vietati. Il caso ha sollevato forte preoccupazione nel mondo dello sport locale, dove il fenomeno era emerso come radicato e non circoscritto a pochi episodi isolati.
L’udienza preliminare rappresenta un passaggio importante di un processo che, partito come una delle più grandi inchieste sul doping in Sardegna, continuerà a coinvolgere altri imputati per i quali sono ancora in corso i procedimenti giudiziari.