Gli ospedali Santissima Trinità e Cittadella della Salute di Cagliari sono a rischio chiusura per gravi carenze strutturali. L’allarme è stato lanciato dal commissario straordinario della Asl 8, Aldo Atzori, in una lettera indirizzata al prefetto Giuseppe Castaldo, chiedendo un intervento straordinario o una deroga urgente per evitare lo stop delle attività sanitarie.
Il problema, tuttavia, non è nuovo. Già a febbraio, l’allora direttore generale Marcello Tidore aveva segnalato la necessità di interventi immediati per mettere in sicurezza le strutture. Da allora, però, nessuna azione concreta è stata intrapresa.
Le accuse di Fratelli d’Italia
Sulla vicenda interviene con toni duri Fausto Piga, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale:
“Bene ha fatto Atzori a lanciare l’allarme, ma sorprende che dopo 18 mesi di legislatura non sia stato fatto nulla, nonostante si trattasse di problemi noti da tempo.”
L’esponente dell’opposizione punta il dito contro la presidente della Regione Alessandra Todde:
“Sapeva, ma ha perso tempo con il poltronificio sanità. Appena insediata ha cancellato la delibera del centrodestra sullo studio di fattibilità dei nuovi ospedali, senza proporre alternative. Cancellare per non fare nulla è stata una scelta irresponsabile.”
Piga ricorda inoltre che “a febbraio 2025 l’ex direttore generale Tidore aveva avvertito la Giunta sulla necessità di programmare lavori urgenti al Santissima Trinità, ma gli appelli sono stati ignorati mentre si discuteva della legge di commissariamento delle Asl per ragioni politiche anziché della salute dei sardi.”
Un’emergenza strutturale aperta
L’intervento dei vigili del fuoco ha certificato diverse criticità strutturali che, se non risolte, potrebbero compromettere la piena operatività dei due presidi ospedalieri. La Asl 8 chiede quindi un provvedimento urgente per evitare il blocco delle attività, in attesa di un piano di messa in sicurezza e di ammodernamento.
La questione resta aperta e rischia di trasformarsi in un caso politico e sanitario di primo piano, con conseguenze dirette sulla tenuta del sistema ospedaliero del capoluogo e dell’intera area metropolitana di Cagliari.