In Sardegna 333mila lavoratori (il 55% del totale) si dichiarano soddisfatti del proprio lavoro, considerando l’insieme degli indicatori: retribuzione, opportunità di carriera, numero di ore lavorate, stabilità del posto, distanza casa-lavoro, interesse per il lavoro. Una percentuale che è superiore alla media nazionale (51,7%), che pone la Sardegna al settimo posto della classifica stilata dall’Ufficio studi della Cgia sulla base dei dati Istat relativi ai principali indicatori che determinano la qualità del lavoro.
Rispetto al periodo pre Covid (2019), la quantità di coloro che in Sardegna si dicono soddisfatti del proprio lavoro è aumentata dell’8,8%. Portando l’isola a staccare le regioni del Meridione ed a competere con quelle del Centro e del Nord Italia.
L’indagine mette anche a confronto la qualità del lavoro nelle varie regioni italiane, sulla base dei parametri numerici. In questa classifica la Sardegna perde posizioni, pur collocandosi al di sopra delle regioni del Meridione. Incidono in negativo la quantità di lavoratori non regolari (13,6%), la percezione di insicurezza del lavoro (percepita dal 5%), l’alta percentuale di part-tme non volontario (14,7%), il tasso di mancata partecipazione al lavoro (22%).
In Italia
Dallo studio emerge che in Italia sono 12,2 milioni gli addetti che hanno dichiarato di “amare” il proprio lavoro, pari al 51,7% del totale degli occupati presenti nel Paese. A livello regionale la Valle d’Aosta si è posizionata al primo posto nella classifica nazionale con il 61,7% degli occupati (in valore assoluto pari a 70mila persone); sono persone che hanno dichiarato una significativa soddisfazione professionale. Seguono la Provincia Autonoma di Trento con il 61,1% (161mila) e quella di Bolzano con il 60,5 (170mila). Subito dopo si sono collocate l’Umbria con il 58,2 (234mila), il Piemonte con il 57,1 (poco più di un milione) e le Marche con il 55,4 (370mila).