Protezione civile, dieci anni del Centro Funzionale Decentrato: bilanci e prospettive

A Cagliari la tavola rotonda per il decennale del CFD: tra memoria, innovazione e nuove sfide per la sicurezza del territorio

Un percorso lungo dieci anni, fatto di innovazione, crescita e risposta alle emergenze. Questo il cuore della tavola rotonda “Dieci anni del CFD – Tra passato, presente e prospettive future”, che si è svolta presso la sede regionale della Protezione Civile della Sardegna per celebrare il decennale del Centro Funzionale Decentrato (CFD), attivo dal 2015.

L’evento, promosso dall’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, ha visto la partecipazione di istituzioni, esperti, rappresentanti del mondo accademico e degli ordini professionali, in un confronto volto a riflettere sul ruolo strategico del CFD nel sistema regionale di allerta e prevenzione del rischio idrogeologico e idraulico.

“Ricordare è importante per riconoscere i progressi compiuti, ma anche per affrontare le criticità e migliorare ancora”, ha dichiarato in apertura l’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi, affiancata dal direttore generale della Protezione Civile Mauro Merella. Laconi ha definito il CFD un “modello di innovazione e sperimentazione”, sottolineando il continuo impegno dell’amministrazione nel rafforzare le capacità operative del sistema regionale di protezione civile.

Nel corso dell’incontro sono stati ripercorsi i principali eventi che hanno segnato la storia della gestione delle emergenze in Sardegna e in Italia, a partire dall’alluvione di Sarno del 1998, che ha portato alla creazione del Centro Funzionale Centrale del Dipartimento di Protezione Civile nazionale, illustrato da Giulio Fancello, attuale direttore del centro.

A livello regionale, sono stati ricordati episodi drammatici come Villagrande Strisaili (2004), Capoterra (2008), gli incendi del 2009 e soprattutto l’alluvione “Cleopatra” del 2013, eventi che hanno evidenziato la necessità urgente di dotarsi di un sistema organizzato di monitoraggio, allerta e prevenzione, culminato nell’attivazione del CFD nel 2015.

Il dibattito ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare le sinergie tra scienza, istituzioni e territori, valorizzando la condivisione delle informazioni e dei dati come strumenti fondamentali per la prevenzione. Secondo il direttore Merella, non si è celebrato solo un anniversario, ma “un cammino fatto di relazioni, competenze e sfide condivise”. Per il futuro, ha aggiunto, sarà essenziale investire in formazione e crescita professionale, puntando anche sulla creazione della futura scuola regionale di protezione civile, strumento chiave per consolidare le competenze e affrontare le nuove sfide imposte dai cambiamenti climatici.

L’esperienza del CFD si conferma centrale nel sistema di prevenzione e gestione del rischio in Sardegna, non solo come struttura tecnica, ma come punto di raccordo tra enti, territorio e comunità locali. Il confronto, arricchito dagli interventi di numerosi attori del sistema regionale, ha tracciato una linea chiara: costruire un futuro in cui la sicurezza e la resilienza del territorio passano attraverso l’innovazione, la formazione e la cooperazione.

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