Con 51 voti favorevoli su 51 presenti, il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato all’unanimità la legge sul Comparto Unico degli enti locali, dando ufficialmente il via a una riforma storica per il pubblico impiego isolano. Il provvedimento istituisce l’Aran Sardegna, segnando la fine del Coran e l’avvio di un sistema di contrattazione unico che coinvolgerà oltre 21mila dipendenti pubblici tra personale regionale e degli enti locali.
La nuova legge recepisce quanto previsto dal comma 4 dell’articolo 12 della legge regionale n. 9 del 2006, rimasto finora inattuato, e rappresenta un passaggio cruciale verso l’armonizzazione delle condizioni lavorative nel comparto pubblico sardo. Con la sua entrata in vigore, viene istituito il “Sistema dell’amministrazione pubblica della Sardegna”, strutturato in due sezioni:
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Centrale regionale, per il personale della Regione e del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA);
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Territoriale e locale, per i dipendenti degli enti locali.
L’Aran Sardegna, nuovo organismo negoziale, subentra al Coran, accorpandone competenze e funzioni. Sarà composto da nove membri, di cui tre nominati dalla presidente della Regione – per la gestione dei contratti del comparto Regione e CFVA – e sei espressi dalle rappresentanze locali, tra cui figurano Cal Sardegna, Anci Sardegna, Asel, Aiccre, Ali e Uncem.
L’approvazione della legge avrà ricadute concrete su circa 11mila lavoratori del sistema Regione e 10mila degli enti locali, che potranno ora contare su un sistema omogeneo di contrattazione e maggiori garanzie in termini di equità retributiva, mobilità interna e trasparenza.
L’adozione del nuovo modello contrattuale punta a rafforzare l’efficienza della pubblica amministrazione sarda, garantendo allo stesso tempo una governance unitaria e snella delle relazioni sindacali.