Lino Carrus, 77 anni, ex ferroviere di Paulilatino, è la quarta vittima della Febbre del Nilo nell’Oristanese. L’uomo, ricoverato da alcune settimane all’ospedale Brotzu di Cagliari, è deceduto ieri a seguito delle complicazioni legate all’infezione da West Nile Virus, trasmessa dalle zanzare.
Il paziente aveva manifestato i sintomi tipici della malattia, tra cui febbre alta, malessere diffuso e disturbi neurologici, che avevano reso necessario il ricovero. Gli accertamenti clinici avevano confermato la presenza del virus, già circolante nella provincia dall’estate.
Con questo decesso, salgono a quattro le vittime confermate nella provincia di Oristano, dove dall’agosto scorso si sono registrati 38 casi accertati di contagio. Una diffusione che preoccupa le autorità sanitarie e regionali, anche per l’alta concentrazione di casi rispetto al resto del territorio sardo.
La Febbre del Nilo Occidentale (West Nile) è un’infezione virale trasmessa principalmente dalla puntura di zanzare del genere Culex, che pungono soprattutto nelle ore serali e notturne. In molti casi l’infezione è asintomatica o lieve, ma può diventare grave nei soggetti anziani o fragili, causando encefaliti, meningiti e complicazioni neurologiche potenzialmente letali.
L’ATS Sardegna, in collaborazione con i Comuni e le ASL territoriali, ha già intensificato le misure di prevenzione, tra cui:
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monitoraggio delle aree a rischio,
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interventi di disinfestazione larvicida e adulticida,
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informazione alla cittadinanza sui comportamenti da adottare per ridurre l’esposizione alle punture di zanzara.
Tra le raccomandazioni più importanti:
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evitare ristagni d’acqua in giardini e cortili,
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usare repellenti e zanzariere soprattutto nelle ore serali,
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indossare abiti chiari e a maniche lunghe,
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proteggere in particolare le persone anziane o con patologie croniche.
La situazione resta monitorata con attenzione, soprattutto alla luce dell’allungamento della stagione estiva e dell’aumento delle temperature, che favoriscono la proliferazione delle zanzare vettori del virus.
Le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza della segnalazione tempestiva dei casi sospetti e della collaborazione tra enti locali, sanità pubblica e cittadini per contenere la diffusione dell’infezione.