Depurazione in Sardegna, Abbanoa assume il controllo diretto del servizio

Via alle assunzioni per 389 operatori: si chiude la stagione degli appalti esterni, svolta storica per il servizio idrico integrato

Una vera e propria rivoluzione per la gestione del ciclo idrico in Sardegna è alle porte: la conduzione dell’intero settore della depurazione dei reflui fognari passerà sotto la responsabilità diretta di Abbanoa. È la prima volta che la Regione sceglie di affidare questa funzione essenziale a una gestione interna, superando definitivamente il ricorso a imprese esterne.

Il piano è stato annunciato ufficialmente dal Consiglio d’Amministrazione della società, presieduto da Giuseppe Sardu, affiancato dai consiglieri Anna Maria Busia e Cristiano Camilleri. Il progetto segna una svolta epocale nella gestione del Servizio Idrico Integrato, con importanti ricadute occupazionali e ambientali per l’intera isola.

“La depurazione, per legge, deve rientrare nel ciclo industriale dell’acqua gestito in maniera unitaria,” ha spiegato Sardu. “La Sardegna è stata finora un’eccezione, ma non è più sostenibile. È nostra responsabilità, come gestori pubblici, assumerci direttamente questa funzione, fondamentale per la tutela ambientale del territorio e del mare.”

Oltre all’impatto organizzativo, il piano porterà all’assunzione diretta di centinaia di operatori. Sono già state pubblicate le selezioni per 272 conduttori di impianto, 45 addetti alla manutenzione, 41 elettrotecnici, 24 assistenti tecnici e 7 coordinatori distrettuali. A breve seguirà anche un bando per circa 40 figure amministrative.

Tutti i profili ricercati dovranno dimostrare esperienza pregressa nei ruoli specifici, con l’obiettivo dichiarato di valorizzare i lavoratori già attivi nel settore, oggi impiegati presso aziende esterne. Per i conduttori, attualmente inquadrati al 2° livello contrattuale, è previsto il passaggio automatico al 3° livello dopo un semestre di formazione e inserimento.

I numeri del comparto depurazione sono significativi: attualmente Abbanoa gestisce 354 impianti tra depuratori e pretrattamenti, oltre a 1011 stazioni di sollevamento fognario. Sin dalla sua nascita, nel 2005, l’azienda ha affidato la gestione tecnica del comparto depurativo a ditte esterne tramite appalti pluriennali. L’ultimo contratto, articolato in cinque lotti territoriali, ha un valore complessivo di quasi 255 milioni di euro in cinque anni, e scadrà nel 2026.

A febbraio, il CdA ha dato mandato ufficiale agli uffici per elaborare un piano di reinternalizzazione del servizio, con l’obiettivo di concludere il processo prima della scadenza degli appalti. La scelta strategica punta a potenziare il controllo pubblico, garantire standard uniformi, ridurre i costi nel medio periodo e rafforzare la sostenibilità ambientale del servizio idrico.

Il nuovo modello operativo, secondo Abbanoa, consentirà di integrare meglio tutte le fasi del ciclo dell’acqua, dalla captazione fino alla reimmissione in ambiente, passando per la depurazione. In questo modo, l’azienda regionale mira anche a migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini e il rispetto delle normative europee in materia ambientale.

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