Un fatto gravissimo scuote il Sud Sardegna, dove una bambina di appena 12 anni è rimasta incinta a seguito di una presunta violenza sessuale subita mentre rientrava a casa a piedi. L’episodio ha fatto scattare l’allerta nelle istituzioni competenti, portando all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura.
Secondo quanto emerso, la giovane vittima avrebbe raccontato l’accaduto ai genitori, ma inizialmente la famiglia avrebbe deciso di non sporgere denuncia. Solo alcune settimane più tardi, quando la bambina è stata accompagnata in ospedale a causa di malesseri fisici, è arrivata la diagnosi della gravidanza. A quel punto, i medici, come previsto dalla normativa, hanno immediatamente informato le autorità.
Vista la minore età della vittima, è stato disposto l’intervento del pool “Persone fragili” della Procura della Repubblica, che ha affidato le indagini alla squadra mobile della Polizia. Le verifiche in corso mirano a ricostruire nel dettaglio l’accaduto, a partire dal contesto in cui si sarebbe consumata la violenza fino alla possibile identificazione dell’autore.
La gravidanza è stata interrotta, come previsto dalla legge nei casi in cui sussistano gravi motivi psicofisici o quando la gestante è minorenne e vittima di abuso. Non è ancora noto se, durante la fase di interruzione, il pubblico ministero incaricato abbia disposto l’acquisizione di materiale biologico per tentare di isolare un profilo genetico utile a individuare l’aggressore attraverso il DNA.
Al momento il racconto della giovane è ancora oggetto di accertamenti, e le indagini dovranno chiarire tempi, modalità e contesto della presunta violenza. L’inchiesta è in una fase delicata, sia per la natura del reato che per la vulnerabilità della vittima, e sarà seguita con particolare attenzione dalle autorità giudiziarie.