Oristano, ciclo di seminari sull’archeologia e l’arte sarda

“Radici mediterranee” porta a Oristano sette seminari gratuiti per scoprire l’archeologia e la storia dell’arte della Sardegna.

L’Antiquarium Arborense di Oristano inaugura un importante ciclo di seminari di aggiornamento intitolato “Radici mediterranee”, un percorso di formazione dedicato al patrimonio archeologico e storico-artistico della Sardegna. L’iniziativa, curata dalla direttrice Carla Del Vais, intende offrire un’occasione di approfondimento e confronto rivolta a guide turistiche, operatori museali, insegnanti, studenti e appassionati di cultura, con l’obiettivo di unire rigore scientifico e divulgazione accessibile.

Il programma, organizzato con la collaborazione della Fondazione Oristano e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Oristano, si articola in sette appuntamenti, ciascuno curato da docenti universitari e funzionari della Soprintendenza, che accompagneranno i partecipanti in un viaggio nella storia della Sardegna dalla preistoria all’età moderna.

I seminari si terranno ogni giovedì, dalle 16 alle 19, nella Sala conferenze dell’Hospitalis Sancti Antoni, con partecipazione gratuita su prenotazione tramite email all’indirizzo visiteguidate@fondazioneoristano.it. Le lezioni sono pensate per un pubblico già in possesso delle basi di archeologia, storia e storia dell’arte, ma aperte a chiunque desideri approfondire la conoscenza delle radici culturali dell’isola.

Il percorso di “Radici mediterranee” prende avvio il 30 ottobre con Barbara Melosu (Università di Cagliari), che parlerà de “La Sardegna preistorica: comunità, produzioni ed economia”, offrendo una panoramica sulle dinamiche sociali e produttive delle comunità antiche e sui loro scambi nel Mediterraneo.

Seguirà, il 6 novembre, l’intervento di Alessandro Usai (Soprintendenza ABAP) dal titolo “Appunti di archeologia nuragica”, dedicato alle più recenti scoperte sulla civiltà nuragica e ai nuovi modelli interpretativi.

Il 13 novembre, Carla Del Vais illustrerà “La Sardegna tra Fenici e Cartaginesi”, proponendo una rilettura aggiornata della presenza fenicia e punica nell’isola attraverso le ultime indagini archeologiche e le fonti letterarie.

Il ciclo proseguirà il 20 novembre con Nicoletta Usai (Università di Cagliari), che presenterà “Storia dell’arte medievale in Sardegna”, un viaggio tra architettura, pittura e scultura medievale, analizzando contesti e attribuzioni delle opere d’arte isolane.

Il 27 novembre sarà la volta di Marco Muresu, con un approfondimento sulla Sardegna tardoantica e bizantina, seguito, il 4 dicembre, da Maura Vargiu, che parlerà di archeologia romana e delle più recenti acquisizioni sulle città e le ville dell’epoca.

A chiudere il ciclo, l’11 dicembre, l’intervento di Mauro Salis, dedicato agli episodi artistici dell’età moderna in Sardegna, tra XVI e XIX secolo, con un’analisi dei linguaggi figurativi e dei rapporti con le correnti europee.

Attraverso queste sette tappe, “Radici mediterranee” si propone di rafforzare il legame tra ricerca e comunità, offrendo strumenti di lettura del territorio e valorizzando la conoscenza del patrimonio sardo come risorsa culturale e turistica.

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