Nuovo attacco politico alla gestione della sanità in Sardegna da parte di Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che interviene sulla protesta dei medici dell’Arnas Brotzu di Cagliari. Al centro della polemica, i ritardi nell’applicazione della perequazione salariale per i professionisti degli ospedali San Michele e Businco, nonostante – sottolinea Meloni – le risorse necessarie siano già state sbloccate da oltre tre mesi.
“Il tanto annunciato cambio di passo nella sanità da parte della presidente Todde non si è mai concretizzato,” accusa Meloni, che definisce l’attuale gestione della sanità regionale come segnata da “inadeguatezza e inefficienza, oltre ogni limite di sopportazione.” Secondo il consigliere di opposizione, la vertenza salariale dei medici del Brotzu rappresenta solo uno dei segnali di un sistema sanitario regionale sempre più in affanno, aggravato da scelte politiche orientate più alla spartizione delle nomine che alla risoluzione delle vere criticità.
“La Giunta – prosegue Meloni – continua a rinviare la perequazione delle retribuzioni, lasciando senza risposta legittime istanze di medici che ogni giorno garantiscono i servizi nel più importante ospedale della Sardegna.” Il rischio, secondo l’esponente di FdI, è quello di alimentare una fuga di professionisti dal servizio pubblico, sempre più penalizzati da trattamenti economici non adeguati.
La situazione ha portato i medici dell’Arnas Brotzu a proclamare lo stato di agitazione, esasperati dall’assenza di risposte e da promesse non mantenute. Per Meloni, la responsabilità politica ricade in pieno sull’attuale esecutivo regionale, che – a suo dire – dopo aver varato una “riformina utile solo a occupare le poltrone”, continua a ignorare i bisogni reali del comparto sanitario.
L’appello del consigliere è chiaro: la Regione deve interrompere le logiche di spartizione e tornare a occuparsi concretamente dei problemi del sistema sanitario, a partire da quelli che coinvolgono chi è in prima linea nei reparti e nei pronto soccorso. “Chi lavora negli ospedali – conclude – merita attenzione, rispetto e retribuzioni adeguate. Ritardi e silenzi non sono più tollerabili.”