Dopo il trionfo di Ci vuole orecchio, Elio torna sul palcoscenico con un nuovo viaggio tra musica e comicità intelligente. Il suo spettacolo, Quando un musicista ride, ideato e diretto da Giorgio Gallione con gli arrangiamenti di Paolo Silvestri, debutta a Cagliari domani al Teatro Massimo (ore 21).
Sul palco, accanto all’ex frontman di Elio e le Storie Tese, si esibisce una band di giovani musicisti: Alberto Tafuri al pianoforte, Martino Malacrida alla batteria, Pietro Martinelli al basso e contrabbasso, Matteo Zecchi al sassofono e Giulio Tullio al trombone. Un ensemble capace di dare nuova vita ai suoni del teatro-canzone italiano, dove la comicità si intreccia alla musica d’autore.
L’obiettivo è chiaro: rendere omaggio agli spiriti liberi della cultura italiana, a quegli artisti che hanno saputo trasformare il riso in una forma di pensiero. Elio attraversa questo universo creativo evocando figure come Dario Fo, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Cochi e Renato, i Gufi e Paolo Villaggio, nomi che hanno ridefinito i confini tra teatro e musica nel secondo Novecento.
Lo spettacolo, infatti, non è solo un concerto o un monologo comico, ma un mosaico teatrale che fonde canzone, cabaret e pensiero critico. Elio, con il suo stile ironico e la formazione musicale solida – diplomato al Conservatorio Giuseppe Verdi e laureato in ingegneria al Politecnico di Milano – trasforma il nonsense in virtuosismo, muovendosi tra il ricordo e la reinvenzione, tra la cultura popolare e la sperimentazione.
Il cantante milanese, nato Stefano Belisari, racconta di aver sempre portato con sé lo spirito delle periferie, dove è cresciuto. Da lì è nata l’idea di ridere della vita con serietà, di affrontare l’assurdo con intelligenza, qualità che hanno reso celebre il gruppo Elio e le Storie Tese, fondato nel 1979.
Con Quando un musicista ride, Elio torna a giocare con la parola e la musica, offrendo al pubblico un viaggio brillante e affettuoso dentro la tradizione del teatro-canzone, un genere che continua a reinventarsi tra canto e riflessione, tra sorriso e malinconia.