Un nuovo approccio alla governance della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica è stato al centro dei lavori della Consulta Regionale, convocata ieri per definire la prossima programmazione delle risorse in Sardegna. L’obiettivo: consolidare una rete integrata tra università, centri di ricerca, imprese e istituzioni, capace di generare impatto concreto sul territorio.
“La Sardegna cresce se costruiamo insieme una rete forte della conoscenza e della ricerca”, ha affermato l’Assessore Regionale della Programmazione e del Bilancio, Giuseppe Meloni, aprendo i lavori della Consulta. Il suo intervento ha segnato una linea chiara: la ricerca deve diventare strumento strategico contro lo spopolamento e leva per lo sviluppo sostenibile dell’isola.
Nel corso della riunione, è stato condiviso il quadro aggiornato delle risorse disponibili, gettando le basi per una pianificazione pluriennale orientata alla valorizzazione delle competenze locali. La partecipazione è stata ampia e trasversale: erano presenti i rettori delle Università di Cagliari e Sassari, rappresentanti dei principali enti e centri di ricerca pubblici e privati, aziende sanitarie, organizzazioni sindacali e datoriali, oltre alle agenzie regionali impegnate nel settore.
Uno dei temi centrali sollevati dai partecipanti è stata l’importanza di una programmazione stabile e continua, che consenta alle eccellenze del territorio di operare in modo coordinato. I rettori e i direttori degli enti scientifici hanno sottolineato la necessità di rafforzare la formazione e il capitale umano, affinché la Sardegna possa diventare un polo attrattivo per la ricerca.
“Vogliamo che la Consulta per la Ricerca diventi sempre di più un luogo di costruzione collettiva, dove nascono progetti, idee e connessioni tra tutte le realtà che fanno grande la Sardegna della conoscenza”, ha dichiarato l’Ass. Meloni. “Le risorse ci sono, ma il vero valore sta nel metterle a sistema: per dare ai nostri giovani la possibilità di restare, di lavorare e di crescere qui. La ricerca è anche questo: un modo concreto per contrastare lo spopolamento e generare futuro.” Il concetto chiave è quello di trasformare la Consulta in uno spazio permanente di confronto tra Regione, università ed enti scientifici, superando frammentazioni e mancanza di dialogo.
“Serve però un cambio di passo nel metodo: la Consulta non deve essere un appuntamento formale, ma uno spazio permanente di confronto”, ha proseguito l’Assessore, evidenziando come troppe realtà operino in parallelo senza interazioni strutturate. La sfida è creare collegamenti e sinergie per valorizzare il lavoro che già si svolge in Sardegna.
Durante l’incontro è stato anche ribadito il ruolo chiave del Centro Regionale di Programmazione e delle agenzie regionali Sardegna Ricerche e AGRIS, con l’auspicio che possa aggiungersi anche ASvi, l’Agenzia per lo Sviluppo e la Valorizzazione Ippica, attraverso un intervento normativo. Questi soggetti avranno il compito di potenziare le connessioni tra mondo della ricerca, imprese e territorio, all’interno di un sistema guidato da qualità, cooperazione e impatto sociale.
“Sono convinto che la Sardegna abbia tutte le condizioni per fare un salto di qualità nella ricerca e nell’innovazione”, ha concluso Meloni, ricordando come idee, competenze e risultati siano già presenti, ma poco conosciuti. L’impegno della Regione sarà quello di valorizzarli, farli crescere, e trasformarli in leva strategica per trattenere i giovani e far progredire l’isola attraverso il sapere.
Foto: Regione Sardegna