Sicurezza trasfusionale, la Sardegna approva un nuovo percorso per la prevenzione degli errori

Bartolazzi: “Un sistema moderno e strutturato per garantire cure sicure e di qualità ai pazienti”

La Giunta regionale della Sardegna ha approvato, su proposta dell’assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale Armando Bartolazzi, il nuovo “Percorso per il miglioramento e la prevenzione degli errori nel processo trasfusionale”, un provvedimento che introduce strumenti operativi e linee guida uniformi per rafforzare la sicurezza delle trasfusioni di sangue in tutte le strutture sanitarie dell’isola.

Con questo provvedimento la Sardegna si dota di un sistema moderno e strutturato per la gestione della sicurezza trasfusionale – ha dichiarato l’assessore Bartolazzi –. Si tratta di un risultato importante che mette al centro la qualità delle cure e la tutela dei pazienti, rafforzando la collaborazione tra professionisti, strutture sanitarie e sistema regionale di coordinamento. L’obiettivo è garantire che ogni trasfusione sia effettuata con i più alti standard di sicurezza e competenza”.


Un sistema regionale integrato per la sicurezza del sangue

Il nuovo percorso nasce dal lavoro del Tavolo tecnico regionale per la sicurezza dei percorsi trasfusionali, istituito con la deliberazione n. 15/29 del 19 marzo 2025, e rappresenta un passo decisivo verso l’omogeneità delle procedure e la prevenzione sistematica degli errori in ambito trasfusionale.

Il progetto si articola in tre documenti principali:

  • l’aggiornamento delle Linee di indirizzo del Comitato per il Buon Uso del Sangue (CoBUS);

  • una Scheda di osservazione per il controllo del processo trasfusionale;

  • una Nota di accompagnamento esplicativa.

Questo insieme di strumenti introduce un modello di gestione del rischio condiviso, basato su criteri uniformi e procedure standardizzate, per garantire trasparenza, tracciabilità e sicurezza in ogni fase del percorso trasfusionale.


La Scheda di osservazione: il cuore operativo del nuovo sistema

Elemento centrale del provvedimento è la Scheda di osservazione, concepita per verificare in tempo reale la corretta applicazione delle procedure di sicurezza: dalla richiesta di sangue alla somministrazione al letto del paziente, fino al monitoraggio post-trasfusionale.

Grazie a un modello di rilevazione semplice e comparabile, il sistema consentirà di individuare tempestivamente eventuali criticità e attuare azioni di miglioramento continuo, promuovendo una vera e propria cultura della sicurezza all’interno delle strutture sanitarie.

Tra le principali novità, l’inserimento delle Direzioni Mediche di Presidio all’interno del Comitato CoBUS, con un ruolo diretto e strategico nella prevenzione degli errori e nella promozione delle buone pratiche cliniche.


Standard nazionali e monitoraggio costante

Il percorso recepisce le indicazioni contenute nella Raccomandazione n. 5/2020 del Ministero della Salute, dedicata alla prevenzione delle reazioni trasfusionali da incompatibilità AB0, integrandole in un quadro di monitoraggio regionale coordinato.

La Struttura Regionale di Coordinamento per le Attività Trasfusionali (SRC) guiderà l’attuazione del nuovo sistema, mentre il Centro Regionale per il Risk Management curerà il monitoraggio annuale degli indicatori di sicurezza, assicurando l’allineamento agli standard nazionali ed europei.


Sardegna modello di qualità e sicurezza

Con l’approvazione del “Percorso per il miglioramento e la prevenzione degli errori nel processo trasfusionale”, la Regione Sardegna conferma il proprio impegno nella promozione di pratiche sanitarie sicure, trasparenti e orientate al miglioramento continuo, ponendosi come riferimento nel panorama nazionale per la qualità delle cure.

Investire nella sicurezza trasfusionale significa investire nella fiducia dei cittadini verso il sistema sanitario – ha concluso l’assessore Bartolazzi –. È un impegno che la Sardegna assume con responsabilità, innovazione e attenzione costante alla salute delle persone”.

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