L’Expo del Turismo Culturale a Barumini: la Sardegna protagonista nel segno del patrimonio e dell’innovazione

L'undicesima edizione conferma il successo del modello Barumini, con eventi che uniscono tradizione e futuro, promuovendo il territorio e la cultura sarda a livello internazionale

L’Expo del Turismo Culturale a Barumini ha confermato la sua centralità come appuntamento di riferimento per la Sardegna, unendo cultura, tradizione e innovazione in un evento che ha saputo attrarre istituzioni, comunità locali, operatori e visitatori. La Fondazione Barumini Sistema Cultura ha organizzato un’edizione ricca di novità, un’occasione unica per riflettere sul valore del patrimonio culturale dell’isola, ma anche sulle opportunità concrete di sviluppo e crescita per le nuove generazioni.

Barumini come laboratorio di idee

Il piccolo centro sardo, con il suo Nuraghe Su Nuraxi, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, si è trasformato in un laboratorio aperto di idee e progetti, dove il passato dialoga con il futuro. Emanuele Lilliu, presidente della Fondazione Barumini Sistema Cultura, ha spiegato che “Expo è il risultato di un pensiero collettivo che unisce istituzioni, università, operatori e comunità locali”, un’opportunità per promuovere le eccellenze locali e costruire un ponte tra territorio e mondo.

“La nostra storia si apre al mondo, e Barumini è il crocevia di idee e competenze”, ha aggiunto Lilliu, sottolineando come il vero successo dell’evento sia la rete che si è costruita attorno ad esso, tra istituzioni, formazione e comunità locali.

I momenti salienti dell’Expo

Il programma dell’Expo è stato ricco di eventi e iniziative. La prima giornata ha visto la consegna del Premio Barumini – Il Betilo per la Cultura, un riconoscimento che promette di diventare una tradizione stabile per chi si distingue nella diffusione della cultura e delle identità locali. In seguito, è stata inaugurata la mostra “Restituzioni. Dal patrimonio depredato al patrimonio restituito”, che ha raccontato le vicende legate al patrimonio culturale sottratto e restituito, in una corale collaborazione tra le principali istituzioni culturali e museali sarde.

La seconda giornata: temi di grande rilevanza

La seconda giornata dell’Expo ha trattato tematiche di grande importanza, come il ruolo della donna nella cultura e nelle comunità. Durante la conferenza “Identità? Sostantivo femminile plurale”, la professoressa Maria Antonietta Mongiu ha messo in evidenza il contributo fondamentale delle donne nella costruzione delle identità culturali. A questa discussione hanno preso parte anche Caterina Lilliu, membro del CdA della Fondazione, e rappresentanti locali, arricchendo il dibattito con esperienze personali e culturali.

Un altro momento significativo è stato la presentazione di “Lo scrigno. Storie, fatti, contesti, persone”, l’autobiografia di Luigi Lilliu, figura chiave nella conservazione del patrimonio culturale sardo. Il libro ha rappresentato non solo il racconto di una carriera nelle istituzioni, ma anche un’importante testimonianza sulla dedizione al servizio pubblico e all’identità sarda.

Sostenibilità e tutela ambientale

Il tema della sostenibilità è stato al centro anche della conferenza “Conservare il Pianeta: i siti naturali UNESCO come modello di sostenibilità”, che ha affrontato la gestione del patrimonio naturale e il legame con i beni culturali. In un confronto internazionale, si è discusso di modelli virtuosi per la salvaguardia dei siti UNESCO e delle strategie comuni per la valorizzazione turistica e ambientale.

La Fondazione Barumini, insieme a diverse istituzioni locali e internazionali, ha messo in evidenza come il turismo culturale possa contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio, creando nuove opportunità economiche e promuovendo il patrimonio naturale e culturale.

Expo come ponte tra cultura e mercato

Oltre alla componente culturale, l’Expo è stato anche un mercato delle idee e delle opportunità. Gli incontri B2B tra tour operator nazionali e internazionali hanno permesso a Barumini di mettere in luce il valore del suo patrimonio, con visite guidate al Polo Museale Casa Zapata, al Centro Giovanni Lilliu e al monumento UNESCO di Su Nuraxi, e con escursioni alla Giara.

Gli stand espositivi sono stati una vetrina per i produttori locali, che hanno raccontato storie di artigianato e agroalimentare sardo, offrendo degustazioni e laboratori del gusto, ma anche dimostrazioni dal vivo delle tecniche tradizionali rivisitate con occhi nuovi.

La chiusura con il Corso di laurea in Restauro

Il programma si concluderà lunedì 10 novembre con un focus sulla formazione e sul restauro del patrimonio culturale. L’Università di Cagliari, insieme alla Soprintendenza e all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, presenterà il nuovo Corso di laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali, che promette di diventare un polo di eccellenza nella diagnostica e nella conservazione, portando competenze di alto livello in Sardegna.

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