Metropolis di Fritz Lang apre una riflessione su IA, utopia e distopia

La rassegna “Schermi futuri” propone la proiezione di “Metropolis” di Fritz Lang per esplorare il rapporto tra uomo, macchina e IA.

La rassegna “Schermi futuri. L’AI tra utopia e distopia” prosegue con un nuovo appuntamento di grande valore culturale e simbolico. Martedì 18 novembre alle ore 18.30, presso il Cinema Greenwich d’essai di via Sassari 65/67 a Cagliari, sarà proiettato “Metropolis”, il celebre film di Fritz Lang che nel 1927 immaginò una società del futuro dominata dalla tecnologia e dalla disuguaglianza.

L’evento, organizzato dal Cinema Greenwich d’essai in collaborazione con il Centro Servizi Culturali (CSC) di Cagliari della Società Umanitaria – Cineteca Sarda, l’Associazione Scienza Società Scienza e il Centro Internazionale del Fumetto, si inserisce nel programma della rassegna che esplora l’evoluzione dell’intelligenza artificiale tra sogni di progresso e paure di controllo. L’introduzione alla proiezione sarà curata da Bert Kramer (ACIT), che guiderà il pubblico alla scoperta dei molteplici livelli di lettura del film.

“Metropolis” racconta di una città futuristica dell’anno 2000, emblema della modernità e del potere economico, dove una società divisa vive in due mondi contrapposti: in superficie, una classe privilegiata, agiata e indifferente; nel sottosuolo, masse di lavoratori-schiavi costretti a operare senza sosta nei meccanismi che tengono in vita la città. Lang costruisce un universo visivo potente e visionario, capace di anticipare temi che ancora oggi alimentano il dibattito sull’automazione, il lavoro e la disumanizzazione tecnologica.

Il giovane Freder, figlio del tirannico padrone di Metropolis, scopre l’esistenza della città sotterranea e, sconvolto dall’ingiustizia che vi regna, decide di vivere in prima persona l’esperienza degli operai, assumendo la loro identità per comprendere le conseguenze del sistema che suo padre ha creato. Questo viaggio interiore lo porterà a scontrarsi con una realtà fatta di sfruttamento, sacrificio e ribellione, ma anche a comprendere la necessità di un dialogo tra chi costruisce e chi comanda.

A quasi un secolo dalla sua uscita, “Metropolis” rimane un’opera di straordinaria attualità, non solo per la sua innovazione estetica e tecnica, ma anche per la capacità di riflettere sul rapporto tra l’uomo e la macchina, tema oggi più vivo che mai nell’era dell’intelligenza artificiale. La rassegna “Schermi futuri” offre così un’occasione per confrontarsi con le radici cinematografiche della visione tecnologica del mondo, invitando il pubblico a interrogarsi su come i confini tra umanità e automazione si stiano ridefinendo.

Con questo appuntamento, il Cinema Greenwich e la Cineteca Sarda confermano il loro impegno nella promozione della cultura cinematografica come strumento di riflessione sociale, proponendo al pubblico non solo la visione di un classico, ma anche una lettura critica delle sfide contemporanee legate all’innovazione e all’etica della tecnologia.

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