Eurallumina, operai esasperati salgono sul silo: proteste a 40 metri mentre si attende il tavolo del 10 dicembre

Assemblea permanente a Portovesme. Sindacati: “Situazione insostenibile, il Governo garantisca subito continuità produttiva e finanziaria”

La vertenza Eurallumina entra nella fase più drammatica. A Portovesme, nel Sulcis, la mobilitazione dei lavoratori è sfociata in una protesta clamorosa: un gruppo di operai è salito sul silo n. 3, un manufatto alto circa 40 metri, per denunciare quella che definiscono una situazione ormai insostenibile. La decisione è arrivata durante l’assemblea permanente, convocata dopo mesi di incertezza e mancate risposte.

Cgil, Cisl e Uil sostengono la mobilitazione e sollecitano un intervento immediato da parte di Mimit, Csf, Mef e Presidenza del Consiglio, affinché vengano stanziate le risorse necessarie a garantire continuità operativa, copertura delle utenze, pagamento degli stipendi e delle fatture delle aziende terziste, oltre alla prosecuzione delle bonifiche ambientali in corso nel sito industriale.

La protesta ha trovato eco anche a Oristano, dove la Cgil regionale – riunita con i segretari delle Camere del lavoro e delle categorie – ha espresso “massima solidarietà e forte preoccupazione”. Il sindacato ha lanciato un appello al Governo, sollecitando una convocazione urgente del tavolo richiesto da lavoratori e organizzazioni sindacali: un confronto ritenuto indispensabile per affrontare una crisi che, secondo la Cgil, “non può più essere rimandata”.

Il tema è stato segnalato anche al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, presente oggi a Cagliari per incontri istituzionali. Ai suoi uffici è stato chiesto di favorire un’accelerazione, vista la crescente tensione nel sito produttivo del Sulcis.

Nel pomeriggio, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha comunicato ufficialmente la convocazione del tavolo Eurallumina per il 10 dicembre alle ore 10, su richiesta del ministro Adolfo Urso. L’appuntamento sarà preceduto dalla riunione del gruppo tecnico del Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), chiamato a esprimersi sulla continuità aziendale della società.

In una nota, il Mimit ha ribadito l’impegno del ministero a sostegno dell’azienda: i tecnici del Dicastero hanno ricevuto mandato di difendere con chiarezza la necessità di garantire la continuità produttiva e finanziaria, con l’obiettivo di trovare una soluzione idonea a riavviare pienamente le attività, in attesa dello sblocco degli asset secondo la normativa europea.

Nonostante la convocazione, la protesta non si ferma. I quattro operai rimangono sul silo, determinati a proseguire l’azione fino a quando non arriveranno certezze sul futuro dello stabilimento e dei posti di lavoro.

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