La sicurezza urbana torna al centro dell’agenda istituzionale cagliaritana. Nel corso della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il sindaco Massimo Zedda ha annunciato il rafforzamento e la proroga della zona a sorveglianza speciale, che resterà attiva fino ai primi mesi del 2026. L’area interessata sarà inoltre estesa dalla stazione ferroviaria fino a viale La Playa, ampliando così il perimetro controllato.
“Grazie al provvedimento del ministero ci saranno maggiori presidi”, ha spiegato Zedda, sottolineando il bisogno di un incremento di agenti anche nei quartieri storici, in particolare nella zona della Marina, soprattutto durante i fine settimana, quando flussi turistici e attività commerciali aumentano in modo significativo.
Il vertice ha toccato una serie di criticità già note al territorio. Tra le priorità segnalate dal primo cittadino figurano la diffusione delle droghe, il contrasto al narcotraffico, i reati legati allo sfruttamento della prostituzione, alla pornografia minorile, i femminicidi, la crescita delle piantagioni di marijuana e gli assalti ai portavalori. Temi che impongono – come ribadito da Zedda – una strategia condivisa e una presenza rafforzata delle forze dell’ordine.
Inoltre, il sindaco ha richiamato l’attenzione del ministro su un punto particolarmente delicato: la gestione dei detenuti sottoposti al regime di 41 bis nei penitenziari dell’isola. “Questa non deve diventare l’ennesima servitù in Sardegna, dopo quella energetica e militare”, ha dichiarato Zedda, chiedendo un impegno chiaro per evitare che il territorio sia sovraccaricato di funzioni penitenziarie ad alta intensità.
Tra gli altri temi affrontati durante il confronto anche la necessità di abilitare nuove installazioni di autovelox in città e di procedere al potenziamento degli organici della polizia locale, considerati elementi essenziali per migliorare la gestione della viabilità e garantire maggiore controllo nelle aree urbane più sensibili.
La proroga della zona a sorveglianza rafforzata rappresenta dunque uno dei primi tasselli di un percorso più ampio che punta a rendere Cagliari una città più sicura, attraverso un coordinamento stabile tra Comune, Prefettura, forze dell’ordine e Ministero dell’Interno.