Comuni montani al centro: la Regione rilancia lo sviluppo interno

Spanedda all’assemblea UNCEM: “Non territori da assistere, ma presìdi essenziali per il futuro della Sardegna”

La Regione Sardegna rilancia il ruolo strategico dei comuni montani, ribadendone la centralità nelle politiche territoriali e di sviluppo. A sottolinearlo è stato l’assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda, intervenuto oggi a Cagliari durante l’assemblea regionale dell’Unione Nazionale dei Comuni Comunità Enti Montani (UNCEM).

Nel suo intervento, l’assessore ha definito i territori montani “pilastri strategici della Sardegna”, sottolineando che non devono essere considerati aree da sostenere passivamente, ma componenti attive della struttura sociale ed economica dell’Isola, senza le quali verrebbero meno continuità territoriale e capacità di sviluppo.

La crisi demografica, secondo Spanedda, deve essere affrontata come un’opportunità per costruire strategie di valorizzazione, capaci di garantire ai cittadini delle zone interne la possibilità concreta di restare e vivere dignitosamente nel proprio territorio. Un approccio che punta su autonomia, responsabilità e un utilizzo mirato delle risorse.

Nel corso dell’assemblea è stato annunciato il nuovo referente regionale UNCEM, Alessandro Corona, sindaco di Atzara, a cui Spanedda ha rivolto congratulazioni, ringraziando contestualmente la referente uscente Daniela Falconi per il lavoro svolto. Un passaggio di testimone che conferma l’attenzione verso una rappresentanza forte e coesa delle aree montane.

La Sardegna possiede un vasto cuore montano che la Regione intende tutelare e rafforzare, considerandolo non un’area marginale ma un luogo in cui si intrecciano economia locale, paesaggio, comunità e servizi essenziali. “Abbandonare questi territori significa indebolire l’intera isola”, ha ribadito l’assessore.

In questo quadro, la Giunta Todde ha già avviato una serie di azioni concrete, tra cui l’approvazione delle graduatorie e la liquidazione dei fondi relativi al Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit). Ulteriori investimenti sono stati destinati alla rigenerazione urbana nei centri dell’entroterra, al potenziamento del personale attraverso la condivisione delle competenze nel comparto unico, e al sostegno degli enti di area vasta con risorse stabili per garantire autonomia finanziaria e programmazione duratura.

Spanedda ha inoltre sottolineato l’importanza di una governance territoriale collaborativa, in cui i comuni non competano tra loro, ma condividano funzioni, personale e prospettive, in un sistema integrato che superi la logica frammentata della gestione locale. In quest’ottica, la Regione rivendica un ruolo di indirizzo e supporto, lasciando ai sindaci il compito di definire le priorità operative.

Infine, l’assessore ha ricordato che, sebbene il Fondo Unico resti uno strumento fondamentale, non è sufficiente da solo: serve un sistema multilivello di finanziamento, in grado di fornire ai comuni montani una reale capacità di programmazione e non una mera sopravvivenza istituzionale.

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