Aree militari e autonomia, Todde e Spanedda: “No a leggi che svuotano lo Statuto della Sardegna”

Dura presa di posizione della Regione contro la proposta di legge nazionale: “Sotto attacco le tutele ambientali e le competenze costituzionali”

La Regione Sardegna respinge con fermezza la proposta di legge in discussione in Parlamento che rafforzerebbe la competenza esclusiva dello Stato sulle aree legate alla difesa e sicurezza nazionale, limitando di fatto l’applicazione delle normative regionali in materia ambientale, paesaggistica e urbanistica. A prendere posizione sono la presidente della Regione Alessandra Todde e l’assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda, che parlano all’unisono di un grave tentativo di esautorare lo Statuto speciale e le prerogative costituzionali della Sardegna.

Secondo la proposta in esame, le norme regionali si applicherebbero alle aree militari solo se compatibili con le esigenze della Difesa e previa autorizzazione dello Stato Maggiore, una condizione che – sottolineano i rappresentanti dell’Esecutivo sardo – rischia di rendere inefficaci gli strumenti di governo del territorio e pianificazione ambientale.

“È inaccettabile per una Regione autonoma”, ha dichiarato l’assessore Spanedda. “Si vuole permettere allo Stato di aggirare le nostre leggi semplicemente invocando la ‘sicurezza nazionale’. Le tutele ambientali, urbanistiche e paesaggistiche non possono essere sospese con un pretesto”.

Spanedda ha richiamato l’esempio del caso di Sant’Elia, dove la Regione ha ottenuto il ritiro di un progetto per un impianto fotovoltaico promosso da Difesa Servizi, rivendicando la titolarità esclusiva del bene una volta cessato l’uso militare. “Quando lo Stato ignora lo Statuto, la Sardegna reagisce e difende le proprie competenze. E ha già vinto”, ha ricordato.

Sulla stessa linea la presidente Alessandra Todde, che ha ribadito il valore dello Statuto speciale come legge costituzionale. “Non possiamo accettare che vengano ridotte le nostre capacità di pianificare il territorio. Non accetteremo che le aree militari diventino zone franche sottratte alle regole regionali, magari per ospitare impianti non compatibili con la nostra idea di sviluppo sostenibile”, ha dichiarato, sottolineando come la Regione abbia già fatto scelte precise in materia ambientale, con la L.R. 20/2024 e una pianificazione basata sul rispetto del paesaggio e sulla sostenibilità.

“Quando un bene non è più utilizzato per funzioni statali, torna alla Regione. È un principio scritto nello Statuto e che difenderemo in ogni sede”, ha precisato Todde, respingendo la proposta di assimilare le aree militari dismesse a semplici siti industriali, come ipotizzato nel disegno di legge.

L’esecutivo regionale considera questo tentativo un pericoloso precedente, che potrebbe portare a una progressiva erosione delle competenze regionali in materia di ambiente, energia e uso del suolo. Per questo motivo, la Giunta ha annunciato la massima determinazione nel difendere i diritti della Sardegna, anche attraverso un confronto serrato con il Governo centrale.

“Il rispetto tra Stato e Regione è la base del confronto”, ha aggiunto Todde. “Ma non accetteremo che la sicurezza nazionale venga usata come alibi per svuotare di significato il nostro Statuto e per ridurre la Sardegna a spettatrice passiva delle scelte che riguardano il suo futuro”.

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