Todde con gli operai Eurallumina: “Il Governo sblocchi i fondi”

La presidente della Regione al fianco dei lavoratori di Portovesme: “Serve un intervento immediato del Ministero dell’Economia”

Prosegue la protesta dei lavoratori Eurallumina di Portovesme, saliti per la seconda notte consecutiva su un silo a quaranta metri di altezza, per chiedere lo sblocco dei fondi necessari al pagamento degli stipendi e alla manutenzione degli impianti. Una vertenza complessa, che ha trovato il sostegno della presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, impegnata da anni al fianco degli operai sulcitani.

“La Regione ha fatto la sua parte”, ha dichiarato la presidente, spiegando che ora tocca al Governo intervenire con urgenza. Domani, in occasione di un incontro con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sulla vertenza entrate, Todde affronterà anche il nodo Eurallumina, sottolineando che “un passaggio dirimente deve avvenire proprio nel suo Ministero”.

Il blocco delle risorse è legato alle sanzioni patrimoniali disposte dal Comitato di sicurezza finanziaria (Csf) nei confronti della Rusal, la multinazionale russa che gestisce lo stabilimento di Portovesme. Le restrizioni, introdotte in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, hanno avuto ricadute dirette sulla gestione aziendale e sulle condizioni dei lavoratori, lasciando in sospeso il pagamento degli stipendi e impedendo le operazioni ordinarie di manutenzione.

Todde ha ricordato il proprio impegno passato e presente nella vertenza, citando un episodio emblematico: nel 2020, da sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo Economico con delega alle crisi industriali, ricevette il casco simbolico di Eurallumina da Antonello Pirotto, volto storico della protesta. “La mia vicinanza ai lavoratori è la stessa di allora”, ha ribadito, “e va a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori che vivono una situazione difficile e che questi operai, loro malgrado, rappresentano”.

La vertenza Eurallumina resta uno dei nodi industriali più critici in Sardegna, con centinaia di lavoratori coinvolti e un territorio, quello del Sulcis, già segnato da un forte disagio economico e sociale. Le proteste, che si susseguono da settimane, mirano a sensibilizzare le istituzioni sull’urgenza di sbloccare i fondi e garantire la continuità produttiva dello stabilimento.

Il messaggio di Todde è chiaro: “Ora è il momento di risposte concrete. Il Governo deve assumersi la responsabilità di trovare una soluzione”. Un appello che, secondo la presidente, deve tradursi in un intervento immediato da parte del Ministero dell’Economia, unico attore con il potere di sbloccare la situazione determinata dalle sanzioni internazionali.

Intanto, la mobilitazione dei lavoratori continua, con azioni dimostrative sempre più estreme, che evidenziano la disperazione crescente tra i dipendenti. L’attenzione istituzionale c’è, ma per i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori è il tempo delle decisioni, non più dei rinvii.

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