Con il passaggio dall’orario estivo a quello invernale, la Sardegna subisce un drastico ridimensionamento del traffico aereo, con un crollo dell’operatività che supera il 79%. La riduzione delle tratte e delle frequenze ha generato forti preoccupazioni tra i sindacati del settore, che chiedono un confronto urgente con la Regione per chiarire gli esiti del bando “Nuove rotte” e per conoscere le strategie a lungo termine dell’assessorato ai Trasporti.
I numeri evidenziano un netto isolamento dell’isola nei mesi invernali. L’aeroporto di Cagliari-Elmas, che durante il picco estivo aveva raggiunto 109 collegamenti giornalieri, oggi ne conta appena 33, con una perdita del 69,72%. Il calo è ancora più marcato a Olbia, dove si è passati da 120 a 14 voli al giorno, una riduzione dell’88,33%. Alghero non fa eccezione: da 36 tratte estive si è scesi a solo 7, pari a un taglio dell’80,55%. Complessivamente, la rete aerea regionale ha perso il 79,53% dei collegamenti.
Anche le frequenze dei voli rimasti in calendario subiscono tagli: dal prossimo gennaio il collegamento Cagliari-Bologna non sarà più operativo il martedì, mentre il Cagliari-Verona verrà garantito solo cinque giorni alla settimana. Si tratta di voli al di fuori del regime di continuità territoriale, ma i contraccolpi si estendono anche ai collegamenti sovvenzionati, minando l’accessibilità dell’isola nei mesi non turistici.
Barbara Manca, assessora regionale ai Trasporti, invita a leggere la situazione alla luce delle logiche di mercato: secondo la rappresentante dell’esecutivo sardo, le compagnie aeree operano in base alla domanda e ai ritorni economici. «Finché l’economia della Sardegna resterà concentrata solo sul turismo, sarà difficile mantenere una domanda stabile dodici mesi l’anno», ha dichiarato. Per questo motivo, l’assessorato ha promosso il bando “Nuove rotte”, una misura “indiretta” per incentivare la connettività annuale.
Gli esiti del bando – che prevede 67 opzioni di volo – dovrebbero essere resi noti nei prossimi giorni, mentre è già allo studio una ripubblicazione per l’anno successivo. Tuttavia, i sindacati temono che i tempi lunghi e l’incertezza possano compromettere ulteriormente la mobilità degli isolani, soprattutto nei mesi in cui l’isola risulta più vulnerabile a livello logistico.
A peggiorare il quadro interviene anche una variabile tecnica: il richiamo per ispezioni di diversi aerei dotati di motori Pratt & Whitney, in seguito a un difetto segnalato, ha costretto molte compagnie a ridurre la disponibilità di aeromobili, contribuendo indirettamente alla cancellazione di ulteriori voli da e per la Sardegna.
Il rischio, secondo le organizzazioni sindacali, è che la Sardegna finisca per pagare due volte: sia per la sua condizione geografica, sia per una gestione frammentaria dei collegamenti aerei. Da qui l’invito alla Regione a fare chiarezza immediata e ad aprire un tavolo di confronto che tenga conto delle esigenze di residenti, lavoratori e imprese, per evitare che l’isolamento invernale diventi una regola consolidata.