Sardegna, varata la nuova governance degli ambiti territoriali di Protezione Civile

La Sardegna adotta 48 ambiti territoriali di Protezione Civile, primo modello italiano basato su condivisione e governance integrata.

protezione civile

La Sardegna diventa la prima regione in Italia a dotarsi di una governance strutturata degli Ambiti territoriali di Protezione civile (ATPC). Il passo decisivo è stato compiuto ieri a Cagliari, dove è stato firmato il Protocollo d’intesa che definisce ruoli, responsabilità e modalità di coordinamento tra Regione, Prefetture e Anci. Alla sottoscrizione hanno partecipato l’assessora dell’Ambiente Rosanna Laconi, il direttore generale della Protezione civile regionale Mauro Merella, i rappresentanti delle Prefetture di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano e la presidente dell’Anci Sardegna Daniela Falconi. Presenti anche la presidente della Regione Alessandra Todde e il Capo Dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano.

La presidente Todde ha sottolineato come la nuova organizzazione restituisca centralità ai territori, ricordando il percorso condiviso avviato in estate e proseguito fino al risultato odierno. Nell’intervento, ha ringraziato sindaci, volontari e strutture operative per il lavoro svolto nel presidiare le emergenze, evidenziando che il nuovo sistema garantirà “responsabilità definite, processi chiari e un’azione pienamente coordinata”.

Il documento istituisce 48 ambiti territoriali, articolati in base alle caratteristiche geografiche, demografiche e di rischio dei comuni sardi: 14 nella provincia di Cagliari, 14 in quella di Nuoro, 11 in quella di Sassari e 9 in quella di Oristano. L’organizzazione non comprende i quattro capoluoghi provinciali, nei quali hanno sede Prefetture e servizi territoriali della Direzione generale. La nuova mappa raggruppa i Comuni in unità omogenee, facilitando la pianificazione congiunta, il coordinamento delle risorse e la gestione delle emergenze, superando frammentarietà e asimmetrie operative.

Per il Capo Dipartimento nazionale Fabio Ciciliano, il modello sardo rappresenta un riferimento da condividere con le altre regioni, sia per la struttura innovativa sia per la cooperazione tra amministrazioni. Un giudizio confermato dall’assessora Laconi, che ha definito la giornata “storica” per l’avvio di un metodo di lavoro basato sulla partecipazione diffusa. L’obiettivo è costruire una protezione civile di prossimità, in grado di ridurre i tempi tra l’evento critico, l’arrivo dei soccorsi e la gestione dell’emergenza, grazie alla presenza di presidi territoriali radicati nelle comunità.

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