Potrebbe essere imminente la riaccensione del discusso autovelox sulla 131 dir, nel tratto gestito dal Comune di Selargius, a due anni dallo spegnimento e a cinque dalla prima attivazione. L’impianto, finito al centro di contestazioni da parte di automobilisti e polemiche politiche locali, è ora regolarmente inserito nella mappa nazionale degli autovelox registrati dal Ministero dei Trasporti (Mit).
Un mese fa, infatti, la Polizia locale di Selargius ha completato la procedura prevista, caricando sulla piattaforma ministeriale tutti i dati tecnici e amministrativi richiesti: marca, modello e numero di serie del rilevatore di velocità, posizione esatta sulla Statale, riferimenti al decreto ministeriale di approvazione, oltre a informazioni necessarie per la verifica della legittimità d’uso.
Un passaggio ritenuto cruciale, soprattutto alla luce delle recenti modifiche normative, per il corretto inserimento del dispositivo nell’elenco ufficiale e la successiva riattivazione. «Ora attendiamo il decreto di omologazione – fanno sapere dal Comune – e poi prenderemo una decisione definitiva sulla riattivazione».
Il nodo principale da sciogliere resta proprio l’omologazione, prevista dall’articolo 142 del Codice della strada, che distingue tra approvazione tecnica e omologazione ministeriale, sancendo quest’ultima come requisito indispensabile per la piena regolarità dell’impianto.
Il dispositivo era stato disattivato due anni fa, in seguito alle forti proteste di cittadini e associazioni di automobilisti, che lamentavano presunti vizi procedurali, dubbi sulla visibilità del rilevatore e criticità legate alla segnaletica preventiva.
Tuttavia, nonostante le criticità evidenziate, il Comune di Selargius ha sempre difeso la legittimità dell’intervento, motivandolo con l’elevato tasso di incidenti in quel tratto della Statale, utilizzata quotidianamente da migliaia di veicoli.
La riattivazione dell’impianto, una volta ottenuto il decreto di omologazione, potrebbe quindi avvenire all’inizio del nuovo anno, con una nuova campagna di informazione agli utenti della strada e un potenziamento della segnaletica.
In attesa dell’atto finale da parte del Ministero, resta comunque alto il dibattito sull’utilizzo degli autovelox come strumento di prevenzione o mera fonte di entrate. Il caso di Selargius si inserisce così nel più ampio contesto nazionale legato alla regolamentazione e trasparenza nell’uso dei dispositivi di rilevamento della velocità.