Un nuovo blackout ha colpito l’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, creando disagi nella gestione del flusso dei pazienti, soprattutto al pronto soccorso. L’interruzione della corrente elettrica, avvenuta nel pomeriggio tra le 13 e le 15, ha causato ripercussioni immediate, con ambulanze dirottate al Brotzu per garantire l’assistenza ai pazienti mentre i tecnici cercavano di risolvere il problema.
Il disservizio, confermato anche dagli operatori del 118, è stato causato da un calo di tensione che ha interessato la fornitura elettrica da parte di Enel, come spiegato dalla ASL 8, che gestisce la struttura. Nonostante l’interruzione, la continuità dei servizi urgenti è stata assicurata grazie all’intervento dei gruppi elettrogeni, che hanno alimentato sale operatorie, rianimazione e altre unità vitali. I reparti e il pronto soccorso sono rimasti operativi, e non sono stati segnalati problemi per i pazienti ricoverati. Tuttavia, alcuni pazienti non sono riusciti ad accedere all’ospedale, a causa dei disagi.
Il danno causato dal calo di tensione ha compromesso uno dei gruppi elettrogeni, che verrà sostituito al più presto, come confermato dalla ASL.
Questo non è il primo episodio di disservizio legato a interruzioni di corrente elettrica all’ospedale di Is Mirrionis: già a metà novembre, un altro blackout aveva causato ritardi nelle visite programmate, ma era stato risolto in poche ore grazie all’attivazione del protocollo di emergenza.
Il sindacalista Paolo Cugliara, segretario provinciale della Fials, ha sollevato preoccupazioni sul sistema elettrico dell’ospedale: «Il ripetersi dei blackout rende urgente una verifica sulla tenuta complessiva della rete elettrica dell’ospedale e sulla connessione con la rete esterna», ha dichiarato. «Non possiamo continuare a fare affidamento su interventi d’emergenza, soprattutto in un momento in cui le strutture sanitarie sono già sotto pressione». Il sindacalista ha sottolineato il rischio di un impatto maggiore in caso di un’interruzione prolungata della corrente elettrica, che potrebbe avere gravi ripercussioni sulla qualità del servizio sanitario e sulla sicurezza dei pazienti.