Per la prima volta dopo due decenni, il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) ha avviato due procedimenti paralleli per il riesame d’ufficio dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) concessa alla raffineria Sarlux di Sarroch, in provincia di Cagliari. La decisione è frutto di un lungo lavoro di monitoraggio e pressione civica, portato avanti dal Comitato per la tutela ambientale e della salute di Sarroch, che ha denunciato anomalie nei controlli, assenza di trasparenza sui dati e gravi carenze nella gestione delle emissioni odorigene.
Il doppio procedimento avviato dal Mase ha un duplice obiettivo: da un lato, verificare la gestione delle emissioni odorigene e la loro tracciabilità, e dall’altro intervenire su limiti emissivi di sostanze inquinanti come SO₂, polveri sottili e NOx, in vista di una loro significativa riduzione.
La spinta decisiva all’intervento ministeriale è arrivata grazie all’azione sistematica del Comitato Civico, che ha ottenuto accessi agli atti e dati tecnici relativi al funzionamento delle centraline di rilevamento ambientale, alle procedure dell’Arpas e alla cronologia dei picchi di inquinanti come i VOC e gli NMHC. È emersa, inoltre, la mancata attuazione di una prescrizione AIA cruciale, ovvero il monitoraggio delle emissioni odorigene, mai avviato nonostante fosse obbligatorio.
L’Arpas ha confermato, in una nota del 29 ottobre, diverse delle criticità sollevate dal Comitato, tra cui le numerose segnalazioni di molestie olfattive e la frequente accensione delle torce industriali in coincidenza con questi episodi. Le relazioni tecniche suggeriscono la necessità di rafforzare le prescrizioni vigenti e introdurre sistemi di rilevamento avanzati per migliorare il controllo ambientale.
Secondo il presidente del Comitato, Giampaolo Masu, il merito di questa svolta è da attribuire esclusivamente all’impegno dei cittadini, che attraverso un lavoro definito “chirurgico” hanno portato alla luce carenze e omissioni nella gestione ambientale della raffineria. La partecipazione attiva del Comune, ora parte integrante del procedimento, segna una netta discontinuità rispetto al passato.
L’obiettivo finale dei due procedimenti è chiaro: introdurre prescrizioni ambientali più stringenti, tra cui l’obbligo di monitoraggio continuo delle emissioni odorigene e limiti più severi per gli inquinanti atmosferici. Si tratta di un passo significativo verso una maggiore tutela ambientale e sanitaria per i cittadini di Sarroch e Capoterra, a lungo esposti a episodi critici senza risposte concrete.