L’edizione 2025 del Festival Letterario LEI, in chiusura nella giornata odierna, ha scelto di affrontare il tema dell’evoluzione in una prospettiva completamente nuova, distante dalle tradizionali interpretazioni biologiche o naturali. Al contrario, l’attenzione viene posta su un processo di trasformazione culturale, sociale e psicologica, che coinvolge tanto l’individuo quanto le comunità e gli strumenti tecnologici che plasmano la quotidianità. La riflessione prende forma senza dare per scontato che ogni mutazione equivalga a un passo avanti, evitando così una lettura semplicistica del concetto di progresso.
Un cambiamento che riguarda identità, relazioni e tecnologia
Il Festival analizza l’evoluzione come un fenomeno che coinvolge le forme di vita, i legami sociali e le strutture simboliche del presente. Vengono messi in discussione i meccanismi che regolano la velocità del nostro tempo: un ritmo costantemente accelerato, in cui l’azione domina e l’ozio scompare, lasciando poco spazio alla riflessione o alla costruzione di un equilibrio interiore. Il rischio è quello di una perdita di sé, accompagnata da derive come l’omologazione, l’autoritarismo e la crescente superficialità del dibattito pubblico.
Il soggetto contemporaneo e il peso dell’ipercomunicazione
Uno dei focus principali è dedicato alla figura del soggetto moderno, immerso in un flusso continuo di stimoli, connessioni e contenuti. L’ipercomunicazione diventa così un elemento cardine del vivere quotidiano, capace di condizionare emozioni, comportamenti e perfino la percezione del reale. La trasformazione in corso è profonda e incisiva, tanto da modificare il modo in cui si costruisce la propria identità e il modo in cui si interagisce con il tempo e con gli altri.
Un’evoluzione che rischia di cancellare interiorità e benessere
Il Festival invita a interrogarci su come queste mutazioni influiscano su ciò che è più intimo: vita interiore, temporalità e percezione, valori considerati essenziali per la coscienza umana. L’idea di evoluzione come progresso lineare e inarrestabile rischia di tradursi in una compressione dell’esperienza personale, a danno di un reale benessere esistenziale. L’obiettivo non è demonizzare il cambiamento, ma comprenderlo, valutarlo e interpretarlo con lucidità, distinguendo ciò che produce crescita da ciò che genera fragilità.
Il programma di domenica 7 dicembre
- Ore 10:00. Laboratorio di filosofia con Olivia Guaraldo, condotto da Nora Racugno. Un laboratorio di filosofia aperto al pubblico per riflettere, insieme a Olivia Guaraldo, Nora Racugno e il Laboratorio Pensare in Presenza, sui temi del libro Donna si nasce (e qualche volta lo si diventa). Attraverso il dialogo e il confronto, si esploreranno le questioni legate alla differenza sessuale, al linguaggio inclusivo e all’evoluzione del femminismo contemporaneo, interrogandosi su come il linguaggio e la cultura plasmino le identità di oggi. Evento gratuito previa prenotazione a info@leifestival.it. In collaborazione con il Laboratorio di filosofia Pensare in Presenza
Libro di riferimento: Donne si nasce (e qualche volta lo si diventa) (Mondadori, 2024)
Teatro Doglio, Via Logudoro 32, Cagliari.
- Ore 11:00. Stage esperienziale. Cosa ci spinge a scegliere un percorso di vita piuttosto che un altro? Qual è quella forza invisibile che, silenziosamente, ci guida verso ciò che davvero siamo chiamati a essere? “La VocAzione” è un viaggio esperienziale dedicato a chi desidera esplorare la propria direzione interiore, riscoprendo il filo sottile che unisce immagine, emozione e destino personale. Attraverso la FotonarrAzione, metodo che intreccia fotografia, racconto e introspezione, i partecipanti saranno guidati in
un percorso di scoperta di sé, ispirato al pensiero di James Hillman e al suo concetto di Daimon: quella voce profonda che ci accompagna fin dall’infanzia e che rappresenta la nostra autentica vocazione. Evento gratuito previa prenotazione a info@leifestival.it. Libro di riferimento: Il codice dell’anima di J. Hillman (Adelphi edizioni, 1996).
Teatro Doglio, Via Logudoro 32, Cagliari.