Al via il progetto della ASL di Cagliari per l’abbattimento delle liste d’attesa. L’iniziativa prevede il recupero e l’anticipazione di circa 30 mila prestazioni specialistiche e diagnostiche grazie a uno stanziamento di 5 milioni di euro provenienti dalla Regione Autonoma della Sardegna. L’obiettivo è ridurre i tempi di attesa per prestazioni diagnostiche e visite specialistiche che superano i tempi massimi previsti dalla normativa.
Il Progetto
Il progetto si concentrerà su quelle persone che hanno già una prenotazione per prestazioni sanitarie che vanno oltre i tempi d’attesa previsti. L’ASL di Cagliari ha previsto l’incremento del budget per i privati accreditati e ha dedicato risorse specifiche per attività di recall, contattando i cittadini per riprogrammare le loro visite. Le prestazioni coinvolte includono mammografie, ecografie, elettrocardiogrammi, visite oculistiche, cardiologiche, allergologiche e altro ancora.
Fasi del Progetto
Il progetto si articolerà in tre fasi principali:
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Prima fase: Raccolta delle adesioni e programmazione delle attività presso le strutture private.
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Seconda fase: Creazione di nuove agende per trasferire le prenotazioni esistenti.
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Terza fase: Attività di Recall, in cui i pazienti con prenotazioni oltre i tempi massimi saranno contattati per riprogrammare gli appuntamenti.
Comunicazione Chiara
Un aspetto fondamentale del progetto è la comunicazione con gli utenti, affinché siano informati correttamente sulle modalità di trasferimento delle prenotazioni e sulle tempistiche previste. La collaborazione degli assistiti è cruciale per il successo del progetto e per ridurre il rischio di disdette o mancata presentazione.
Parola al Commissario Straordinario
“Questo progetto risponde a una delle principali criticità, quella dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie, monitorata dal Piano Nazionale Governo Liste d’Attesa (PNGLA)” ha dichiarato Aldo Atzori, Commissario Straordinario della ASL di Cagliari. “Nonostante l’ampliamento dell’offerta di prestazioni sanitarie ambulatoriali, esistono ancora molte prestazioni che superano i tempi previsti. Grazie a questo progetto, riusciremo a recuperare circa 30 mila prestazioni per altrettanti pazienti, evitando loro di dover aspettare mesi per una diagnosi e per ricevere le cure nei tempi giusti.”