Christian Solinas tornerà in aula il prossimo 15 gennaio per rispondere dell’accusa di falso ideologico. L’ex presidente della Regione Sardegna è stato rinviato a giudizio con l’ipotesi di aver indotto la Giunta regionale a convalidare una nomina priva dei requisiti di legge, quella della dirigente Silvia Cocco alla guida del personale.
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Andrea Vacca, sostiene che Solinas abbia agito pur sapendo che la candidata non possedeva i titoli necessari, violando così le norme in materia di selezione della dirigenza pubblica. La data del dibattimento è stata fissata ieri dal giudice monocratico, dopo che la gup Elena Sechi aveva disposto il rinvio a giudizio una settimana fa.
Il procedimento potrebbe essere riunito a un altro processo già in corso, anch’esso legato a nomine in ambito regionale, nel quale Solinas è imputato insieme ad altri 18 ex amministratori e funzionari. Sarà compito del giudice valutare se trasferire il fascicolo al collegio, così da unificare i procedimenti vista la connessione delle vicende.
La scelta di Silvia Cocco è al centro anche di un giudizio della Corte dei Conti, che in primo grado ha condannato l’ex assessora Valeria Satta a pagare 220mila euro per danno erariale. La Satta, che ha già presentato ricorso in appello, è imputata anche in sede penale per lo stesso episodio.
Un dettaglio inaspettato emerge dagli atti dell’indagine: la denuncia contro Solinas è partita da un suo ex collaboratore, che avrebbe fermato per strada il pm Vacca per raccontargli i presunti retroscena della nomina incriminata. Un colpo di scena che ha dato impulso all’indagine e portato agli sviluppi attuali.