Cagliari, tassa di soggiorno verso il raddoppio: scontro tra Comune e albergatori

Federalberghi contesta l’annuncio improvviso dell’aumento per il 2026: “Danno d’immagine e zero confronto con il settore”

Tensione crescente tra il Comune e gli operatori turistici dopo l’annuncio di un possibile raddoppio della tassa di soggiorno a partire dal 2026. L’ipotesi, emersa durante un recente incontro tra l’amministrazione e le associazioni di categoria, ha scatenato la dura reazione di Federalberghi Sud Sardegna, che denuncia non solo la tempistica inopportuna della proposta, ma anche l’assenza di confronto con chi opera nel comparto ricettivo.

Secondo Fausto Mura, presidente dell’associazione, l’aumento a fine anno, senza preavviso e con le tariffe già trasmesse a partner e operatori internazionali, comprometterebbe la credibilità dell’intero settore turistico locale. “Una decisione così repentina – ha affermato – rappresenterebbe un grave danno commerciale, oltre che un colpo alla reputazione del Comune, che risulterebbe incapace di pianificare in modo coerente e affidabile”.

Critiche su metodo, tempi e trasparenza

Il malcontento si concentra in particolare sulla mancanza di un processo decisionale condiviso. “Scelte di tale portata – spiega ancora Mura – devono coinvolgere preventivamente le associazioni di categoria, come previsto dalla normativa. Il raddoppio improvviso dell’imposta evidenzia una gestione priva di visione strategica e di trasparenza nella pianificazione del bilancio pubblico”.

A peggiorare il quadro, secondo Federalberghi, c’è l’assenza di un utilizzo chiaro e verificabile delle risorse già incassate negli anni precedenti tramite l’imposta di soggiorno. “Non è accettabile pensare di aumentare il prelievo fiscale sui turisti senza prima migliorare i servizi fondamentali che dovrebbero essere garantiti con quelle risorse”, sottolinea Mura.

I nodi irrisolti del turismo cittadino

Federalberghi elenca una serie di criticità già evidenziate dai turisti e che, a loro dire, dovrebbero essere affrontate con priorità: la pulizia della città, la fruibilità dei monumenti, gli orari di apertura insufficienti, la carenza di segnaletica e l’assenza di un’adeguata rete informativa. In assenza di miglioramenti concreti e tangibili in questi ambiti, l’incremento della tassa viene percepito come un atto ingiustificato e dannoso per il turismo locale.

Le tariffe relative all’imposta di soggiorno, già incluse nei listini 2026 inviati mesi fa a tour operator, agenzie e partner internazionali, non possono essere modificate senza causare ricadute economiche e contrattuali. Un aspetto che, secondo gli albergatori, l’amministrazione non avrebbe sufficientemente valutato.

Appello al dialogo e alla programmazione

Alla base della contestazione c’è la richiesta di una maggiore concertazione tra amministrazione e comparto turistico, con l’obiettivo di costruire politiche condivise, fondate su trasparenza, pianificazione e sostenibilità. “L’imposta di soggiorno può rappresentare uno strumento utile per lo sviluppo del turismo – conclude Mura – ma solo se gestita in modo responsabile, efficace e in dialogo costante con chi ogni giorno opera sul territorio”.

In attesa di una posizione ufficiale da parte del Comune, gli operatori chiedono l’immediata apertura di un tavolo di confronto per evitare fratture dannose in uno dei settori chiave per l’economia cittadina.

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