La città di Quartu Sant’Elena ha conferito il premio “Su Ninnieddu” a Patrizia Zuncheddu, archeologa che, con il suo instancabile impegno, ha contribuito in modo significativo alla valorizzazione di due importanti siti storici del territorio: il Nuraghe Diana e la Villa Romana di Sant’Andrea. La cerimonia di premiazione si è svolta lunedì 5 gennaio alle 18:00 nella Sala dell’Affresco dell’Ex Convento dei Cappuccini, con la partecipazione di numerosi cittadini e rappresentanti istituzionali.
Il premio, istituito dal Centro Culturale Campidanu, viene assegnato annualmente a figure che, con dedizione discreta, contribuiscono al bene della comunità quartese. L’archeologa è stata riconosciuta per il suo lavoro di ricerca, scavo e divulgazione sui siti archeologici locali, in particolare sul Nuraghe Diana e la Villa Romana, che rappresentano veri e propri simboli di un’identità territoriale da preservare e raccontare.
Il sindaco di Quartu Sant’Elena, Graziano Milia, ha elogiato il lavoro di Zuncheddu, definendola una “eccellenza” che arricchisce il patrimonio storico e culturale della città. Milia ha sottolineato come il Nuraghe Diana e la Villa Romana siano elementi fondamentali per la consapevolezza delle radici quartesi, con il Nuraghe in particolare che rappresenta un luogo di fruizione collettiva, animato da eventi come la rassegna “Incanti”. “La dedizione silenziosa di Patrizia Zuncheddu ha un impatto straordinario, e il nostro impegno nella valorizzazione di questi siti è una parte cruciale della nostra identità culturale”, ha affermato il sindaco.
Susy Monni, responsabile del Centro Culturale Campidanu, ha aggiunto che Zuncheddu è un esempio di dedizione, lavorando “nell’ombra” e dedicando gran parte del suo tempo libero agli studi e alla valorizzazione del patrimonio archeologico di Quartu. La cerimonia è stata un momento di celebrazione della passione e impegno che Zuncheddu ha sempre messo nel suo lavoro.
Emozionata per il riconoscimento, Patrizia Zuncheddu ha ringraziato la comunità quartese e il sindaco Milia, sottolineando che il suo lavoro è sempre stato volto a rendere accessibili e fruibili gli studi sulla Villa Romana e sul Nuraghe Diana, con un’attenzione particolare alla divulgazione. “Questo riconoscimento è inaspettato, ma mi riempie di orgoglio”, ha dichiarato l’archeologa.
Il premio “Su Ninnieddu”, che celebra chi opera lontano dai riflettori per il bene della comunità, arriva in un momento significativo: il Centro Campidanu festeggia i suoi 50 anni di attività e la comunità quartese continua a rafforzare il legame con le proprie radici storiche.
Il Nuraghe Diana, sito archeologico di epoca nuragica, è uno dei monumenti più significativi del territorio. Situato sul promontorio granitico di Is Mortorius, a 35 metri sul livello del mare, il complesso è costituito da una torre centrale e due torri minori, ed è stato un importante punto di controllo delle rotte marittime. Recenti scavi e prospezioni subacquee, diretti da Zuncheddu, hanno confermato l’importanza storica del sito, con ceramiche romane e indizi di un utilizzo prolungato nel tempo.
La Villa Romana di Sant’Andrea, indagata da Zuncheddu insieme a Donatella Salvi, è un altro sito che racconta la storia del territorio. Risalente al III-IV secolo d.C., la villa marittima si caratterizza per le sue funzioni termali e itticole, testimoniando la continuità dell’uso del litorale quartese dal periodo preistorico a quello romano.
Il lavoro di Patrizia Zuncheddu rappresenta un esempio di “archeologia engagée”, che unisce ricerca accademica e costruzione identitaria, contribuendo a trasformare i siti storici in luoghi vivi, dove il passato e il presente si intrecciano per costruire una comunità consapevole e orgogliosa delle proprie radici.