Un’altra aggressione violenta si è verificata nella Casa Circondariale di Uta, con tre agenti di Polizia Penitenziaria feriti a seguito di un attacco da parte di un detenuto nordafricano, recentemente trasferito da Enna e già sottoposto al regime art. 14 bis dell’ordinamento penitenziario. L’aggressione, avvenuta ieri mattina, ha provocato fratture alla mano, alla costola e al gomito degli agenti, le cui lesioni sono state certificate dall’ospedale con prognosi da 10 a 30 giorni. L’aggressore è stato infine immobilizzato grazie all’intervento del personale di custodia.
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) ha prontamente denunciato l’incidente, sottolineando le crescenti difficoltà operative e i pericoli a cui il personale penitenziario è costantemente esposto a causa della presenza di detenuti ad alta pericolosità. L’aumento di queste aggressioni è aggravato anche dalla prossima apertura del reparto 41 bis e dalla cronica carenza di agenti.
Luca Fais, segretario nazionale per la Sardegna del SAPPE, ha ribadito la necessità di trasferire immediatamente i detenuti sottoposti al regime 14 bis e di fermare i nuovi invii dal Continente. Fais ha anche sottolineato l’urgenza di ripristinare livelli adeguati di sicurezza in tutti gli istituti penitenziari sardi.
Il SAPPE ha anche segnalato che, sempre nella stessa giornata di ieri, durante operazioni di perquisizione mirate, sono stati rinvenuti due smartphone nelle celle del carcere di Uta, rafforzando il quadro di una situazione di crescente disordine e insicurezza all’interno delle strutture.
Donato Capece, segretario generale del SAPPE, ha confermato che la situazione nelle carceri sarde resta critica: attualmente, ci sono circa 2600 detenuti contro una capienza inferiore e con un sovraffollamento in aumento. Inoltre, ha denunciato la carenza di personale e le difficoltà operative quotidiane, con disordini legati al sovraffollamento, ai trasferimenti e alle problematiche derivanti dal regime 41 bis.
Capece ha anche sottolineato che la questione della sicurezza nella struttura sanitaria di Cagliari è ancora irrisolta, con un reparto detentivo che non è mai stato attivato e che manca di presidi adeguati. Inoltre, ha ricordato che pochi giorni fa la Polizia Penitenziaria è riuscita a sventare una clamorosa evasione di un detenuto ricoverato presso l’Ospedale Santissima Trinità di Cagliari.
Un altro tema sollevato dal SAPPE riguarda la gestione dei detenuti con problemi psichiatrici, che si è aggravata dopo la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) senza alternative adeguate. Il SAPPE ha chiesto la riapertura di strutture specializzate per far fronte a questa situazione sempre più critica.