Contributi economici fino a 1.500 euro, ma anche un kit gratuito per chi decide di adottare: il Comune rafforza la propria strategia contro il randagismo e mette nero su bianco misure già avviate negli ultimi anni. La Giunta ha infatti approvato un nuovo regolamento dedicato alle adozioni dei cani ospitati nel canile in convenzione, un documento che disciplina in modo puntuale incentivi, requisiti e obblighi per associazioni animaliste e cittadini.
«Un regolamento fondamentale che chiarisce modalità e condizioni per l’erogazione dei contributi», spiega il vicesindaco con delega all’Ambiente Tore Sanna, sottolineando come il provvedimento consenta di dare continuità al lavoro svolto dall’amministrazione sul fronte del benessere animale. In particolare, l’attenzione resta alta sulla lotta al randagismo, un fenomeno che, oltre alle implicazioni etiche, comporta costi significativi per l’intera collettività.
Uno degli obiettivi principali del regolamento è la prevenzione del sovraffollamento del rifugio in convenzione, il rifugio Shardana, dove attualmente sono ospitati circa 150 cani a spese del Comune. Una parte di questi animali proviene dal noto canile lager di Santu Lianu, circostanza che rende ancora più urgente favorire percorsi di adozione stabili e consapevoli.
Il testo, articolato in sette pagine, sarà sottoposto nelle prossime settimane al Consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Al suo interno vengono definiti in modo dettagliato i requisiti richiesti alle associazioni animaliste che intendono prendere in carico un cane, così come le condizioni per accedere agli incentivi economici previsti dal Comune.
Il sistema dei contributi è modulato in base alle caratteristiche dell’animale e al tempo di permanenza in canile. Si parte da 300 euro per l’adozione di un cucciolo di sei mesi, fino ad arrivare a un massimo di 1.500 euro per i cani che si trovano in struttura da oltre cinque anni, ovvero quelli che statisticamente hanno maggiori difficoltà a trovare una famiglia. Una scelta che punta a incentivare l’adozione degli animali più fragili e meno richiesti.
I contributi, come specificato nel regolamento, saranno erogati tramite appositi avvisi pubblici, garantendo trasparenza e parità di accesso. Le associazioni dovranno dimostrare il rispetto di precisi criteri organizzativi e operativi, mentre per i privati cittadini l’amministrazione ha previsto una formula di sostegno diversa, ma altrettanto concreta.
Chi adotterà un cane a titolo personale riceverà infatti un “kit dell’adozione”, pensato per accompagnare le prime fasi di convivenza. Il kit includerà voucher, materiale utile per le passeggiate quotidiane, oltre a lezioni di educazione cinofila, ritenute fondamentali per favorire una corretta relazione tra animale e adottante e prevenire eventuali problemi comportamentali.
Secondo l’amministrazione, il nuovo regolamento rappresenta un passo ulteriore verso una gestione strutturata e responsabile del fenomeno, superando la logica degli interventi sporadici. «Il randagismo», ricorda Sanna, «non è solo una questione di tutela degli animali, ma anche di equilibrio sociale ed economico, perché ogni cane ospitato in canile comporta un costo che ricade su tutti i cittadini».
La combinazione tra incentivi economici, supporto pratico e formazione mira a rendere l’adozione una scelta sostenibile nel tempo, riducendo il rischio di restituzioni e abbandoni. Al tempo stesso, il Comune punta a ridurre progressivamente il numero di animali ospitati nelle strutture, migliorando le condizioni di vita dei cani e ottimizzando l’uso delle risorse pubbliche.
Con l’approdo imminente in Consiglio comunale, il regolamento si prepara a diventare uno strumento centrale nelle politiche comunali per il benessere animale, rafforzando la collaborazione tra enti pubblici, associazioni e cittadini. Un modello che mette al centro l’adozione responsabile come risposta concreta e duratura al randagismo.