Portas sul dimensionamento scolastico: “No alla razionalizzazione dei costi, serve qualità”

L’assessora alla Pubblica Istruzione della Sardegna si oppone alla decisione del Governo e chiede investimenti per il futuro delle scuole sarde

scuola

L’Assessora alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna, Ilaria Portas, ha espresso con fermezza la sua opposizione alla razionalizzazione del dimensionamento scolastico voluta dal Governo, ribadendo la necessità di puntare sulla qualità dell’istruzione piuttosto che sui numeri e i costi. “Abbiamo confermato al Consiglio dei Ministri la nostra volontà di mantenere le 232 autonomie scolastiche della Sardegna”, ha dichiarato Portas, evidenziando i rischi derivanti da un sistema che ragiona esclusivamente in termini di riduzione dei costi e razionalizzazione.

“È deleterio continuare a pensare a una scuola basata solo su numeri e bilanci”, ha continuato l’assessora. “La Sardegna ha bisogno di investire nella qualità educativa per garantire un futuro alle nuove generazioni, non di tagliare ulteriormente il sistema scolastico”. La sua posizione si inserisce nel dibattito in corso dopo che il Governo ha deciso di nomina un commissario per la gestione del dimensionamento scolastico, a causa della mancata approvazione del piano da parte delle autorità regionali.

La Sardegna, insieme a Toscana, Emilia-Romagna e Umbria, ha respinto la proposta di ridurre ulteriormente il numero di istituti scolastici, argomentando che il dimensionamento previsto dal Governo non tiene conto della particolarità territoriale e delle difficoltà logistiche della regione. “La nostra isola ha una geografia complessa e una situazione di spopolamento e difficoltà nella mobilità, che rendono ogni ulteriore riduzione dei servizi educativi estremamente dannosa”, ha spiegato Portas durante un incontro a Palazzo Chigi, al quale ha partecipato insieme ai presidenti delle altre regioni coinvolte.

Portas ha inoltre ricordato come la Regione Sardegna abbia già lavorato attivamente negli ultimi anni per riprogrammare la rete scolastica, accorpando 36 autonomie scolastiche negli ultimi tre anni. Un ulteriore taglio di 9 istituti avrebbe avuto effetti devastanti per le realtà già fragili, creando disagi sia per le scuole che per le famiglie. “La mancanza di dirigenti scolastici potrebbe risultare fatale per queste scuole, che già oggi devono gestire una rete dispersa su un territorio vasto e poco omogeneo”, ha aggiunto Portas.

La Sardegna si trova quindi di fronte a una sfida delicata, che riguarda non solo l’efficienza della rete scolastica ma anche il futuro delle sue comunità locali. “Non possiamo permetterci di indebolire ulteriormente le scuole in un momento di fragilità, quando invece dovremmo investire per garantire opportunità educative di qualità a tutti i bambini e ragazzi sardi”, ha concluso l’assessora.

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