La Regione Sardegna conferma la propria linea di netta contrarietà al dimensionamento scolastico promosso dal Governo e al conseguente ricorso al potere sostitutivo con la nomina di un commissario. Una posizione condivisa anche da Toscana, Emilia-Romagna e Umbria, i cui rappresentanti sono stati ascoltati ieri a Palazzo Chigi dal Consiglio dei Ministri.
Per la Sardegna ha partecipato ieri l’Assessora alla Pubblica Istruzione Ilaria Portas, delegata dalla Presidente Alessandra Todde, insieme all’Assessore toscana Alessandra Nardini e ai presidenti delle altre Regioni coinvolte. Al centro del confronto, la decisione del Governo di intervenire direttamente sulla riorganizzazione della rete scolastica.
Nel suo intervento, l’Assessore Portas ha ricordato il lavoro già svolto dall’amministrazione regionale in collaborazione con i territori e le conferenze provinciali. “In questi mesi la Regione Sardegna ha lavorato attivamente per cercare di riprogrammare la rete scolastica in accordo con i territori e le conferenze provinciali”, ha spiegato, sottolineando come nell’ultimo triennio siano state già accorpate 36 autonomie scolastiche. Un ulteriore ridimensionamento, con la perdita di altri nove istituti, rischierebbe di aggravare criticità già presenti.
Secondo l’assessorato, anche in assenza di chiusure di plessi o trasferimenti di studenti, la mancanza di dirigenti scolastici rappresenterebbe un danno rilevante per il sistema educativo isolano. Molti istituti, infatti, gestiscono numerosi plessi distribuiti su territori ampi e difficilmente omogenei, una situazione che rende indispensabile una governance stabile e presente.
Durante la riunione, la Regione ha inoltre evidenziato le specificità territoriali della Sardegna: caratteristiche geografiche e orografiche complesse, fragilità legate alla mobilità, fenomeni di spopolamento e carenze di connettività. Elementi che, secondo l’amministrazione, rendono particolarmente critico qualsiasi ulteriore taglio ai servizi scolastici.
Insieme alle altre Regioni, la Sardegna ha ribadito la propria opposizione al commissariamento e ha chiesto un chiarimento sui criteri utilizzati per il calcolo dei parametri del dimensionamento, sollecitando l’uso di dati reali e non esclusivamente stimati. In questa cornice, è stata riaffermata la volontà di mantenere le 232 autonomie scolastiche attualmente presenti nell’Isola.
L’Assessore Ilaria Portas ha concluso ribadendo l’impostazione politica della Regione: “Abbiamo confermato al Consiglio dei Ministri la nostra volontà di mantenere le 232 autonomie scolastiche della Sardegna sottolineando quanto sia deleterio continuare a ragionare su una scuola basata solo su numeri e costi”. Una visione che guarda alla scuola come presidio sociale e culturale, fondamentale per contrastare l’abbandono scolastico e il declino demografico.
La linea dell’esecutivo regionale resta quindi chiara: “Continueremo a lavorare per una scuola basata sulla qualità e non sulla razionalizzazione dei costi perché la nostra regione ha un forte bisogno di puntare sulla qualità e la permanenza dei presidi esistenti per garantire un futuro alle nuove generazioni e non peggiorare gli indici di spopolamento e abbandono scolastico. Sulla scuola è necessario investire, non tagliare”.